Scafatese. Felice Romano il grande artefice della rinascita
Non è solo un verdetto del campo, è l’esplosione di un desiderio rimasto compresso per oltre sedici anni. La Scafatese è tornata ufficialmente in Serie C, scrivendo una delle pagine più gloriose della sua storia centenaria. Il traguardo è arrivato con la vittoria decisiva contro il Monastir, mettendo il sigillo su un campionato dominato con autorità nel Girone G. Dietro questa cavalcata trionfale c’è la firma di Felice Romano.
L’imprenditore, già leader nel settore conserviero con il marchio “Regina San Marzano”, ha saputo trasferire il pragmatismo aziendale e la lungimiranza internazionale nel rettangolo di gioco. Rilevato il titolo a metà giugno 2024, Romano non ha promesso miracoli, ma ha costruito certezze. Il suo progetto ha saputo fondere l’identità profonda dell’Agro Nocerino con una struttura societaria moderna, capace di attrarre investimenti e passione. La promozione non è figlia del caso, ma di una programmazione meticolosa iniziata in estate. I canarini hanno saputo gestire la pressione, trasformando lo stadio in un fortino e la maglia giallogranata in un simbolo di rinascita. Per Scafati, questo successo rappresenta il ritorno nel calcio che conta, un palcoscenico che mancava da troppo tempo e che oggi viene riconquistato grazie a una sinergia perfetta tra presidenza, squadra e tifoseria. Il sogno è diventato realtà: la Scafatese riprende il suo posto tra i professionisti, pronta a sfidare il futuro con l’ambizione di chi non vuole smettere di volare.

