Un ulivo secolare al Monaldi per ricordare Domenico Caliendo
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Il 2025 si chiude come il miglior anno di sempre per la rete trapiantologica italiana. Con oltre 2.100 donazioni e 4.697 trapianti effettuati, il sistema nazionale registra numeri mai raggiunti prima, confermando l’Italia ai vertici europei con circa 30 donatori per milione di abitanti. Un risultato che certifica la solidità della rete sanitaria e il lavoro di coordinamento tra ospedali, centri specializzati e operatori del settore.Accanto ai dati positivi, però, emerge un segnale che preoccupa: cresce il numero dei cittadini che si oppongono alla donazione degli organi al momento del rinnovo della carta d’identità. Nel 2025 i “no” hanno raggiunto il 40,1%, in aumento rispetto al 36,3% del 2024, con una maggiore incidenza nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 30 anni.
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A sottolineare il doppio volto del bilancio annuale è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto agli Stati generali della rete trapiantologica in corso a Roma. “Numeri mai così alti per donazioni e trapianti, ma serve rafforzare la sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani”, ha affermato il ministro, richiamando l’attenzione sulla necessità di investire di più in informazione e cultura del dono.
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I dati consolidati del 2025 mostrano un trend di crescita ormai costante. Le donazioni di organi sono aumentate del 3,2% rispetto al 2024. A guidare la classifica regionale è il Veneto, con 49,5 donatori per milione di abitanti, seguito dalla Toscana con 47,3 e dal Piemonte con 41,9, a fronte di una media nazionale pari a 30,2. Segnali incoraggianti arrivano anche dal Sud, dove si registra una crescita in Basilicata (+5,7), Puglia (+4,4) e Campania (+3,9).L’incremento delle donazioni ha consentito di realizzare 55 trapianti in più rispetto all’anno precedente, pari a un aumento dell’1,2%, con una media nazionale di 73,4 trapianti per milione di abitanti. A segnare il balzo più consistente sono stati i trapianti di cuore, passati dai 413 del 2024 ai 461 del 2025, con un aumento dell’11,6%. Restano stabili i trapianti di rene, che si attestano a 2.347, mentre risultano in lieve crescita quelli di fegato, arrivati a 1.770. A questi si aggiungono 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas.Numeri in crescita anche per le cellule staminali emopoietiche, le cellule pluripotenti del midollo osseo.
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Nel 2025 le donazioni effettive hanno raggiunto quota 490, con un aumento del 19,5%, mentre i trapianti da donatore non familiare sono stati 1.161, in crescita del 6%. Un dato che conferma il rafforzamento complessivo della capacità di risposta del sistema trapiantologico nazionale.
Durante l’incontro romano, il mondo dei trapianti ha rivolto anche un pensiero al piccolo Domenico Caliendo, morto dopo il trapianto di un cuore rivelatosi inutilizzabile. Un caso che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori. “Quella di Domenico – ha ricordato il direttore del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin – è una ferita aperta da cui ripartire e che non vogliamo dimenticare. Dobbiamo capire bene le ragioni di quello che è successo, e su questo il Cnt sta facendo il suo ruolo”.
Nonostante il timore che la tragedia di Napoli potesse generare una disaffezione verso la donazione, i dati preliminari del 2026 non sembrano confermare questo rischio. Resta però aperta la questione delle dichiarazioni di volontà espresse al momento del rilascio della carta d’identità. Nel 2025 sono stati quasi 3,8 milioni i cittadini che hanno registrato una scelta, positiva o negativa, pari al 59% degli oltre 6,3 milioni di richiedenti. Di questi, oltre 2,2 milioni hanno espresso consenso alla donazione, pari al 59,9%, in calo rispetto al 63,7% del 2024.
Le opposizioni sono state invece circa 1,5 milioni, cioè il 40,1%.Diverso il dato registrato nelle rianimazioni, dove le opposizioni dei familiari al prelievo degli organi si mantengono stabili al 28,8%. È soprattutto sul fronte della consapevolezza individuale, dunque, che si concentreranno le prossime iniziative istituzionali.
Proprio ad aprile partirà una nuova campagna di sensibilizzazione, in coincidenza con due ricorrenze simboliche. “Nel febbraio di 70 anni fa – ha ricordato Schillaci – don Carlo Gnocchi donava le sue cornee, restituendo la vista a due bambini con un gesto di generosità rivoluzionaria prima ancora di una legge sui trapianti. Mentre proprio 60 anni fa venivano effettuati i primi trapianti in Italia”.
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Il 2025, dunque, consegna all’Italia un primato importante e una sfida altrettanto chiara: consolidare i risultati raggiunti e, allo stesso tempo, ricostruire fiducia e adesione soprattutto tra le nuove generazioni, perché la cultura del dono continui a tradursi in vite salvate.