Addio a Carmine Castellano, storico direttore del Giro d’Italia: era originario di Sant’Agnello
Il ciclismo italiano perde una delle sue figure più influenti, un uomo che per decenni ha contribuito a scrivere la storia della corsa più amata del Paese. Si è spento questa mattina Carmine Castellano, per lungo tempo anima organizzativa del Giro d’Italia. La notizia della scomparsa ha rapidamente attraversato il mondo sportivo, suscitando cordoglio ben oltre i confini nazionali.
Le origini e la svolta
Nato nel 1937 a Sant’Agnello, avvocato di formazione, Castellano aveva inizialmente intrapreso la libera professione, esercitata per circa vent’anni. Il suo destino cambiò nel 1974, quando incontrò Vincenzo Torriani, figura chiave della corsa rosa. Da quel momento iniziò un percorso che lo avrebbe portato ai vertici dell’organizzazione.
La carriera nel Giro
Dapprima impegnato nella logistica delle tappe nel Sud Italia tra il 1975 e il 1977, si trasferì poi a Milano, entrando stabilmente nella macchina organizzativa del Giro. Negli anni Ottanta il suo ruolo divenne sempre più centrale, fino a quando, tra la fine del decennio e l’inizio degli anni Novanta, assunse progressivamente la guida dell’evento. Dal 1993 al 2005 fu direttore unico, lasciando un’impronta netta su edizioni che ancora oggi vengono ricordate per innovazione e spettacolarità.
L’impronta sulla corsa rosa
A lui si devono scelte tecniche che hanno segnato la storia recente della corsa, come l’introduzione di salite iconiche e percorsi capaci di esaltare la fatica e l’epica del ciclismo. Un impegno totale, durato oltre mezzo secolo, che Castellano aveva raccontato anche nel libro Tutto il Rosa della mia vita.
Il legame con il territorio
Nel 2013 arrivò un ulteriore riconoscimento con la nomina a presidente onorario del Comitato Regionale Campano della Federazione Ciclistica Italiana, a testimonianza del legame mai interrotto con il territorio e con il movimento ciclistico.
Il ricordo
Il ricordo più intenso arriva dalle parole di Gianfranco Coppola, presidente nazionale dell’Unione stampa sportiva italiana: «Un addio con dolore per il mondo del ciclismo, per la sua amata penisola sorrentina. – il ricordo di Gianfranco Coppola, presidente nazionale Unione stampa sportiva italiana – Carmine Castellano è passato definitivamente alla storia del ciclismo. 89 anni, di cui oltre 50 dedicati a migliorare il mondo delle due ruote. Amava ripetere che tre persone possono emergere dal tettuccio apribile con l’auto in movimento: il Papa, ll Presidente della Repubblica e il direttore di corsa del Giro d’Italia».
La storia del Giro
E ancora: «Raccolse il testimone da Vincenzo Torriani che intravvide nell’avvocato meridionale rigoroso e poco incline ai compromessi l’erede ideale. E nel 1992 sporse il busto dall’ammiraglia. A lui si devono l’introduzione di salite poi divenute celebri come il Passo del Mortirolo e l’inserimento, dopo molti anni, dell’avventura sul Colle delle Finestre, prima strada sterrata nel percorso del Giro. Era il 2005. Visse con tumulto nell’animo l’esclusione di Pantani dal Giro senza mai esprimersi sulla storiaccia neppure nelle occasioni conviviali, in particolare in Campania, quando era l’ospite del cuore per tutti negli ultimi 20 anni. Chi ama la bici non muore mai e Castellano è destinato a continuare a pedalare nel cuore di agonisti ed appassionati».

