Caro carburanti, a Pimonte il record: il diesel schizza a 2,5 euro al litro
IL CASO
25 marzo 2026
IL CASO

Caro carburanti, a Pimonte il record: il diesel schizza a 2,5 euro al litro

Nell’unico distributore presente nel paese i prezzi alle stelle Dopo il taglio sulle accise il prezzo negli altri comuni è di 2€
Michele De Feo

Il diesel sfonda quota 2,5 euro al litro, la benzina arriva a 2,25. Accade a Pimonte, piccolo comune del comprensorio dei Monti Lattari, dove nei giorni scorsi si sono registrati prezzi record non solo per la Campania, ma per l’intero territorio nazionale. Un’anomalia che sta facendo discutere e che riaccende i riflettori sull’emergenza legata al caro energia e che sta tenendo banco anche nel parlamento italiano.

 

Nel centro del comprensorio che si solleva tra la Penisola Sorrentina e i Monti Lattari, il distributore presente è l’unico sul territorio comunale di Pimonte. Una condizione che, unita alla posizione geografica- in montagna- e ai costi di approvvigionamento, contribuisce a spingere i prezzi ben oltre la media. Il dato resta significativo: 2,5 euro al litro per il diesel rappresenta una soglia mai toccata prima in Italia, mentre la benzina a 2,2 euro consolida un trend al rialzo che si registra ormai da settimane.

 

Nelle ultime ore si è registrato un lieve calo, ma i prezzi restano comunque su livelli molto elevati rispetto ai competitori situati nei comuni limitrofi di Agerola, Gragnano e Castellammare di Stabia. Alla base degli aumenti, a livello nazionale. c’è il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente, in particolare in Iran, che stanno incidendo sui mercati internazionali dell’energia. Il timore di interruzioni nelle forniture e l’instabilità geopolitica hanno fatto salire il prezzo del petrolio, con effetti immediati sui carburanti.

 

Una dinamica che si riflette in tutta la penisola, dove i listini sono tornati a crescere in modo sensibile, riaccendendo le preoccupazioni di famiglie e imprese. Anche nelle aree limitrofe, infatti, i prezzi hanno superato soglie considerate fino a poco tempo fa eccezionali: il diesel ha ormai raggiunto i 2 euro al litro, mentre la benzina si attesta intorno a 1,8 euro. Prezzi che si sono abbassati anche per via della decisione presa dal governo Meloni di abbassare momentaneamente di venti centesimi il costo delle accise.

 

Valori elevati, che incidono sui bilanci domestici e sui costi di trasporto, ma che appaiono ancora più contenuti se confrontati con quanto accade a Pimonte, dove il divario resta marcato nonostante il recente assestamento verso il basso. Qui automobilisti e lavoratori non hanno alternative immediate.

Fare rifornimento altrove significa spostarsi nei comuni vicini, con ulteriori costi, perdita di tempo e disagi logistici, soprattutto per chi utilizza quotidianamente l’auto per lavoro. Una condizione che alimenta malcontento e senso di isolamento. Il caro carburanti, dunque, torna a pesare in modo concreto sulla vita quotidiana, mentre il quadro internazionale resta incerto e soggetto a rapide evoluzioni. E Pimonte diventa, suo malgrado, il simbolo di un’emergenza che continua a farsi sentire e che, nonostante i lievi segnali di calo, rischia di incidere ancora a lungo sulle tasche dei cittadini.