Castellammare. Processo per il delitto Tommasino, la Dda porta in aula 50 testimoni contro i boss
Diciotto tra poliziotti e carabinieri, otto collaboratori di giustizia, tre medici legali, 21 «civili», tra parenti delle vittime, imprenditori sotto…
Processo ai mandanti del delitto di Gino Tommasino, in aula il penito chiave del processo, l’ex killer Salvatore Belviso, già condannato per aver partecipato all’agguato mortale del consigliere comunale del Pd. Entra nel vivo il processo che vede alla sbarra il boss «poeta» Vincenzo D’Alessandro e il ras Sergio Mosca.
Castellammare. Processo per il delitto Tommasino, la Dda porta in aula 50 testimoni contro i boss
Diciotto tra poliziotti e carabinieri, otto collaboratori di giustizia, tre medici legali, 21 «civili», tra parenti delle vittime, imprenditori sotto…
Domani mattina sarà ascoltato in tribunale Salvatore Belviso che in fase di indagine ha rivelato i retroscena della pianificazione dell’agguato del politico dem, ucciso su ordine del clan D’Alessandro il 3 febbraio del 2009. Il cugino del boss Vincenzo D’Alessandro era il reggente del gruppo di fuoco che tra il 2008 e il 2009 seminò il panico tra le strade di Castellammare di Stabia e Gragnano. Un gruppo della morte composto da Renato Cavaliere, Raffaele Polito (entrambi collaboratori di giustizia), Catello Romano (condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Carmine D’Antuono e dell’innocente Federico Donnarumma e per il delitto di Nunzio Mascolo).
Castellammare. Processo per il delitto Tommasino, la Dda porta in aula 50 testimoni contro i boss
Diciotto tra poliziotti e carabinieri, otto collaboratori di giustizia, tre medici legali, 21 «civili», tra parenti delle vittime, imprenditori sotto…
Secondo la ricostruzione dell’Antimafia il gruppo di fuco del clan D’Alessandro avrebbe avuto dalla cupola di Scanzano una lista nera di sentenze di morte da eseguire. Tra quei nomi figuravano tutti coloro che avevano tradito l’organizzazione criminale. C’era chi aveva trattenuto per sè quote sulle estorsioni, come Antonio Vitiello, o nemici giurati del clan, come Carmine D’Antuono. Delitti per cui è a processo come mandante Vincenzo D’Alessandro che insieme a Sergio Mosca avrebbe ordinato anche il delitto di Gino Tommasino.
«Uccidete Tommasino, deve essere una lezione per tutta la città». E’ l’ordine del boss Vincenzo D’Alessandro sussurato all’orecchio al suo…
Il movente dell’omicidio sarebbe riconducibile ad un venir meno di un accordo tra il politico stabiese il clan D’Alessandro in merito alle tangenti estorsive da riscuotere ai danni delle ditte che lavoravano al comune di Castellammare. Renato Cavaliere alle scorse udienze ha già testimoniato rivelando in aula dettagli inediti dell’agguato a Tommasino e sugli altri omicidi per cui è a processo D’Alessandro. Domani testimonierà Salvatore Belviso che quando partecipò all’agguato del politico stabiese aveva in tasca la tessera del Pd.