Scacco al tesoro del clan: sequestro da 20 milioni a Caivano
LOTTA AL CRIMINE
25 marzo 2026
LOTTA AL CRIMINE

Scacco al tesoro del clan: sequestro da 20 milioni a Caivano

Sigilli al patrimonio di Giovanni Cipolletti: colpite le società di ristorazione e commercio riconducibili alla cosca Angelino-Gallo
Marco Cirillo

L’operazione condotta all’alba di mercoledì 25 marzo 2026 dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli segna un colpo durissimo alle finanze della criminalità organizzata nell’hinterland partenopeo. Al centro dell’indagine figura Giovanni Cipolletti, elemento di spicco del clan Angelino-Gallo, il cui profilo criminale è stato definito dagli inquirenti di altissimo livello. Cipolletti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non era un semplice esecutore, ma il vero e proprio gestore del sistema estorsivo a Caivano, capace di trasformare il denaro sporco del racket in imprese commerciali apparentemente pulite.

 

Il patrimonio sequestrato, il cui valore stimato tocca i 20 milioni di euro, racconta una strategia di infiltrazione economica capillare. Attraverso l’utilizzo di familiari incensurati che fungevano da prestanome, Cipolletti era riuscito a mettere in piedi un piccolo impero imprenditoriale. Tra i beni finiti sotto sigilli figurano quattro società attive in settori strategici come la ristorazione e il commercio all’ingrosso e al dettaglio di articoli per la casa. Oltre alle aziende, il provvedimento ha colpito due immobili di pregio e ben 39 rapporti finanziari, tra conti correnti e depositi, che costituivano il polmone economico della struttura.

 

Questa imponente ricostruzione patrimoniale è il frutto di un lavoro sinergico ai vertici della giustizia italiana. Il decreto di sequestro, finalizzato alla confisca definitiva, è stato infatti emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Napoli su esplicita richiesta del procuratore distrettuale Nicola Gratteri e del direttore della Dia, il generale Michele Carbone. Il coordinamento tecnico delle indagini è stato affidato al capo centro Antonio Galante, i cui agenti hanno setacciato per mesi i flussi di denaro che dalle estorsioni sul territorio confluivano nelle casse delle società di famiglia.

 

L’operazione odierna conferma la linea di estremo rigore adottata dalla Procura di Napoli contro la camorra di provincia. Colpire il braccio economico dei clan, come nel caso degli Angelino-Gallo, significa non solo sottrarre risorse vitali alla criminalità, ma anche restituire dignità al mercato legale di Caivano, troppo spesso soffocato dalla concorrenza sleale di imprese alimentate dai capitali illeciti.