Soldi della truffa col Superbonus per comprare case e garage: 16 a processo
L'INCHIESTA
25 marzo 2026
L'INCHIESTA

Soldi della truffa col Superbonus per comprare case e garage: 16 a processo

A Scafat avrebbero incassato milioni di euro con sconti in fattura e cessioni di credito per dei lavori che non sarebbero stati mai effettuati
Mario Memoli

Scafati/Nocera Inferiore. Avrebbero incassato milioni di euro con sconti in fattura e cessioni di credito per dei lavori che non sarebbero stati mai effettuati e poi reinvestiti in case, box auto, quote societarie e confluiti su conti correnti. In 16 (su 39) scelgono il rito alternativo tra abbreviato e patteggiamenti con udienza preliminare davanti al gup Giovanni Pipola del Tribunale di Nocera Inferiore il prossimo 8 aprile.

Le accuse.

L’accusa è di truffa di svariati milioni ai danni dello Stato, ricettazione   autoriciclaggio. Un’inchiesta concentrata sulle detrazioni del Superbonus che aveva visto la  fase preliminare spacchettata in tre tronconi dallo stesso magistrato giudicante. I coinvolti risiedono a Scafati, Pagani, Nocera Inferiore  fino alla zona sud.  La Guardia di Finanza si è concentrata sul meccanismo degli sconti in fattura e cessioni del crediti.

Le contestazioni.

Le contestazioni da parte della procura risalgono tra agosto e la fine del 2021, con le singole posizioni e la ricostruzione dei movimenti di denaro effettuati per ostacolarne l’identificazione. nei guai anche una 78enne residente a Nocera Inferiore, che all’Agenzia delle Entrate avrebbe attestato falsamente di vantare crediti d’imposta per lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico, pur non essendo intestataria di alcun immobile. In questo modo, dopo aver stipulato tre contratti di cessione di crediti d’imposta inesistenti con Poste Italiane, riuscì ad ingannare la società concessionaria, ottenendo oltre 160mila euro. Denaro che rappresentava  il corrispettivo per le cessioni finito sul proprio conto corrente postale.

I movimenti dei soldi

Poi secondo gli inquirenti avrebbe traferito quei  quei soldi – ritenuti provento della truffa- su un altro conto, attraverso 11 bonifici ostacolando così concretamente l’identificazione e la provenienza del denaro. Quindi per la donna c’è anche la contestazione sull’auto riciclaggio. Nell’inchiesta c’era anche anche un 54enne marocchino trovato cadavere a Castel San Giorgio e Gerardo Palumbo, 64enne di Roccapiemonte, sospettato del delitto e in carcere da mesi. Quest’ultimo- per il quale c’è un processo in corte d’Assise a Napoli con l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi risponde di ricettazione, in quanto sul suo conto finirono 28mila euro, provenienti proprio da quello intestato all’extracomunitario.  Soldi poi girati ad altri due conti correnti, uno intestato proprio a Palumbo (col quale lo straniero avrebbe anche gestito un traffico di extracomunitari introdotti irregolarmente in Italia) e l’altro ad un’azienda commerciale di Napoli, finita al centro dei raggiri. Una 33enne nativa di Pagani legale rappresentante di una società  a responsabilità limitata attenzionata, avrebbe ricevuto oltre 3 milioni di euro nel dicembre 2021, attraverso 262 bonifici. Quei soldi sarebbero stati secondo la pubblica accusa il risultato di fatture emesse per lavori inesistenti.  Ora l’8 aprile si conclude la fase dei riti alternativi davanti al gup Pipola e si aprirà- sempre davanti allo stesso magistrato-quella del processo ordinario che vede sul banco degli accusati 23 imputati.