Castellammare: sequestrato il cantiere navale «Marina di Stabia». Manca un certificato «Aua»
IL BLITZ
26 marzo 2026
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Castellammare: sequestrato il cantiere navale «Marina di Stabia». Manca un certificato «Aua»

La Procura di Torre Annunziata ha ravvisato rischi per l'ambiente
Tiziano Valle

I carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente di Napoli, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno posto sotto sequestro l’intero cantiere navale “Marina di Stabia srl“, situato all’interno del porto turistico stabiese.

 

Dai documenti mancherebbe un certificato per l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), che sostituisce una serie di titoli abilitativi ambientali (scarichi, emissioni, rifiuti, rumore). Il certificato sarebbe stato richiesto da alcuni mesi allo Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap).

 

Vista l’assenza della documentazione, l’ispezione condotta con il supporto tecnico dell’Arpa Campania ha ravvisato uno scenario di “gravissimo pericolo” per l’ecosistema, proprio in uno dei punti più critici del litorale campano a ridosso della foce del fiume Sarno. Di conseguenza, le accuse formulate dalla Procura sono «scarico abusivo di reflui industriali», «assenza di autorizzazioni per le emissioni in atmosfera e gestione illecita di rifiuti».

 

Durante il sopralluogo, sono state contestate anche le manutenzioni: le circa 120 imbarcazioni presenti nel cantiere – secondo la Procura – venivano sottoposte a interventi di verniciatura e pulizia direttamente sul nudo terreno. Contestati anche gli scarichi non trattati. I residui tossici, composti da solventi e vernici pesanti, filtravano nel suolo con il rischio di confluivano nella fognatura pubblica.

 

Il cantiere

Il sequestro ha riguardato l’intera superficie del cantiere, un’area vastissima di 60.000 metri quadrati prospiciente la foce del Sarno. Le sostanze disperse – secondo le accuse – rischiavano di impattare su un tratto di mare già fortemente provato dall’inquinamento storico del bacino idrografico.