Il Papa a Pompei: storico ritorno il giorno della Supplica
8 MAGGIO
26 marzo 2026
8 MAGGIO

Il Papa a Pompei: storico ritorno il giorno della Supplica

Pompei si prepara ad accogliere Papa Leone XIV, nel 150° anniversario della posa della prima pietra della cattedrale nata dal nulla grazie alla visione di San Bartolo Longo.
Ilaria Di Paola

La città di Pompei si prepara ad accogliere il Santo Pontefice in un giorno speciale: l’8 maggio 2026. La giornata dedicata alla Supplica alla Madonna del Rosario sarà anche quella della celebrazione dei 150 anni dall’inizio della costruzione del Santuario. Inoltre, sarà occasione per ricordare il fondatore del Santuario, divenuto santo nel 2025: san Bartolo Longo.

L’8 maggio sarà anche il primo anniversario del pontificato di Papa Leone XIV: una giornata che si prospetta storica e che intreccerà fede, memoria e gratitudine. A raccontare il clima di attesa è l’arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, che sottolinea il valore spirituale dell’evento in un’intervista a Maria con Te, settimanale mariano del gruppo editoriale San Paolo:

«L’8 maggio celebriamo la Madonna qui venerata ed è uno dei due giorni nei quali annualmente, qui, si recita la Supplica composta da san Bartolo Longo nel 1883. Questa volta ricorderemo anche il 150esimo anniversario della posa della prima pietra del tempio, l’8 maggio 1876, e sarà una vera gioia poterlo fare col Santo Padre, che proprio in questa data, un anno fa, è stato scelto quale Successore di Pietro, guida e pastore della Chiesa universale».

La città di Pompei è già legata al Pontefice: la coincidenza con l’anniversario dell’elezione trasforma la visita in un reciproco atto di gratitudine. «Non dimenticheremo mai le parole che pronunciò affacciandosi alla loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro, ricordando l’orazione che si era levata qui poche ore prima. Da allora – racconta monsignor Caputo – il pensiero orante per lui è continuo e corale».

Le parole dell’arcivescovo mettono in luce il ruolo del Rosario non come semplice esercizio rituale, ma come strumento di pace: «Ne sosteniamo il cammino con la preghiera che ci è più cara: il Santo Rosario. Preghiamo per lui e con lui, invocando soprattutto pace per il mondo che spesso sembra conoscere solo il linguaggio distruttivo della guerra».

L’arrivo del Pontefice rappresenta dunque non solo un evento celebrativo, ma anche un momento di intensa partecipazione spirituale e collettiva. «La preghiera è il modo più bello per esprimere tutta la gioia che abbiamo nel cuore», conclude l’arcivescovo.

Il programma della giornata è ricco e ben strutturato. Il momento centrale sarà la recita della Supplica alla Madonna del Rosario, (composta da San Bartolo Longo). Il Papa presiederà la celebrazione eucaristica sul sagrato della Basilica, davanti a decine di migliaia di fedeli. Seguendo lo spirito del fondatore del Santuario, il Pontefice non consumerà un pasto formale, ma si fermerà a pranzo con i poveri, i giovani e le famiglie accolte nelle opere sociali del Santuario (i figli dei carcerati, le ragazze madri e i minori in difficoltà). Dopo Pompei, il Papa si sposterà a Napoli.