Poggiomarino: abusivismo e rifiuti, il blitz della commissione straordinaria a Longola
Abusi edilizi e cumuli di rifiuti da smaltire, a Longola lo scempio ambientale si consumava all’interno di aziende situate a poche decine di metri dal parco archeologico e naturalistico. Una serie di attività su cui la commissione straordinaria, insediatasi già dopo le dimissioni dell’ex sindaco e consolidatasi nel tempo a seguito dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche, ha acceso i riflettori. L’intervento è stato disposto dai prefetti anticamorra che da mesi stanno «bonificando» il Comune, ritenuto permeabile alla criminalità. Un’azione coordinata di polizia giudiziaria e controlli da parte dei tecnici dell’Ente di piazza De Marinis che si è concentrata in un’area particolarmente sensibile del territorio comunale di Poggiomarino, non soltanto per la presenza di un sito dall’elevato patrimonio storico ma per le numerose criticità ambientali che nel tempo si sono consolidate.
I risultati in termini di legalità che i funzionari del Comune di Poggiomarino – tra l’altro recentemente rafforzatosi con la nomina di una nuova dirigente sovraordinata per la sicurezza urbana e il controllo del territorio – testimoniano quanto sia l’enorme lavoro da fare per il contrasto alle tante criticità quotidiane. Nel mirino degli ispettori è finita un’attività artigianale completamente priva di autorizzazioni.
Il capannone è stato posto sotto sequestro: all’interno, oltre agli abusi edilizi, è stata accertata la presenza di rifiuti pericolosi e non, con conseguente immediata messa in sicurezza dell’area. Non solo. Sono in corso ulteriori verifiche su alcune SCIA commerciali relative a locali adiacenti, utilizzati da una società alimentare per lo stoccaggio di contenitori. Un accertamento che potrebbe allargare il perimetro delle responsabilità. Altro fronte critico quello di un autolavaggio già al centro di un contenzioso davanti al Consiglio di Stato per vicende relative ad abusi edilizi riscontrati nel passato.
Il controllo odierno ha fatto emergere una nuova, pesante irregolarità: l’assenza dell’A.U.A. (Autorizzazione Unica Ambientale). Una mancanza tutt’altro che formale. Senza i titoli necessari per lo scarico delle acque e le emissioni, l’attività è stata immediatamente sottoposta a sequestro amministrativo. L’operazione rappresenta un segnale chiaro: la Commissione Straordinaria intende presidiare con fermezza le aree periferiche e i siti di valore ambientale e archeologico, come quello di Longola.
L’obiettivo dichiarato è duplice: ripristinare la legalità e tutelare la salute pubblica, in un territorio troppo spesso segnato da abusi e gestione opaca. La missione dei funzionari in servizio presso il municipio di piazza De Marinis è destinata a entrare nel vivo. Il messaggio è netto: tolleranza zero nei confronti delle attività che non sono a norma con i controlli destinati ad allargarsi a macchia d’olio su tutto il territorio comunale di Poggiomarino.

