Sequestro da 600mila euro a un “Compro Oro”, inchiesta per riciclaggio nel Nolano
L'INCHIESTA
26 marzo 2026
L'INCHIESTA

Sequestro da 600mila euro a un “Compro Oro”, inchiesta per riciclaggio nel Nolano

Sotto chiave due chili di oro
Andrea Ripa

Nuovo duro colpo delle forze dell’ordine nel contrasto ai reati economici nella provincia di Napoli. Nel mirino della Guardia di Finanza è finita una società operante nel settore dei “compro oro” nell’area del Nolano, sospettata di aver riciclato oggetti preziosi provenienti da furti e rapine.

 

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola e su disposizione del giudice per le indagini preliminari, ha portato all’esecuzione di due decreti di sequestro per un valore complessivo di circa 600mila euro. I militari del gruppo di Nola hanno posto i sigilli, in particolare, a circa 2 chilogrammi di oro — tra collanine, anelli e bracciali — per un valore stimato di 300mila euro, la cui provenienza non è stata giustificata.Secondo gli inquirenti, la società — che gestisce cinque punti vendita nella zona — avrebbe acquistato numerosi oggetti preziosi utilizzando documentazione falsa.

 

In diversi casi, le operazioni sarebbero state intestate a ignari clienti, i cui dati venivano utilizzati fraudolentemente per coprire la reale origine del metallo prezioso.Le accuse contestate sono pesanti: ricettazione, riciclaggio e dichiarazione infedele. A seguito delle indagini, è stata inoltre disposta la revoca della licenza commerciale.

 

L’inchiesta trae origine da una verifica fiscale condotta dalle Fiamme Gialle, che ha fatto emergere un’evasione superiore a 1,5 milioni di euro. Un sistema, secondo gli investigatori, ben strutturato, finalizzato sia a occultare i proventi illeciti sia a eludere il fisco.

 

Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti con circuiti criminali più ampi e per accertare la responsabilità dei soggetti coinvolti. L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio volto a contrastare il riciclaggio e le attività economiche illegali nella provincia partenopea.