Sorrento, stop alle attività della Società operaia nel Sedil Dominova
Stop alle attività all’interno dei locali del Sedil Dominova, antico edificio storico nel centro cittadino. La diffida, firmata dal dirigente del secondo dipartimento del Comune di Sorrento, è indirizzata alla Società operaia di mutuo soccorso. L’atto prevede la liberazione dei locali, l’interruzione di ogni accesso e la vigilanza da parte delle forze dell’ordine per garantire il rispetto della disposizione. La vicenda era emersa a fine febbraio, durante l’approvazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari da parte del commissario straordinario Rosalba Scialla. In quell’occasione, la presenza della Società operaia all’interno dell’edificio era stata oggetto di specifiche valutazioni, aprendo la strada all’intimazione di rilascio. Proprio il Sedil Dominova, di recente, era stato messo a disposizione dalla Società operaia per incontri politici con i candidati sindaco in vista delle elezioni primaverili, che dovrebbero delineare i nuovi scenari amministrativi in un Comune già commissariato da maggio 2025 – dopo l’arresto dell’ex sindaco – e ora sottoposto alle verifiche della commissione d’accesso su potenziali infiltrazioni camorristiche.
L’amarezza di Gargiulo
«Apprendiamo con stupore e sconcerto della diffida ricevuta per liberare i locali del Sedil Dominova, un luogo che rappresenta storia, identità e memoria collettiva della nostra comunità. – dichiara Francesco Gargiulo, presidente della Società operaia di Sorrento – Il prossimo anno segnerà il 150esimo compleanno del nostro sodalizio, 150 anni che vanno ben oltre la recente storia amministrativa dell’ente. Dietro la richiesta di sfratto si intravedono dinamiche che nulla hanno a che fare con la tutela del patrimonio culturale, ma piuttosto con interessi che rischiano di snaturarne il valore».
Il sospetto
Il presidente sottolinea il rischio di una progressiva cancellazione della storia associativa: «C’è il serio pericolo che qualcuno voglia cancellare, pezzo dopo pezzo, la storia della Società operaia e, con essa, una parte importante della storia di Sorrento. Personaggi che si ammantano di cultura ma che, nei fatti, sembrano perseguire altri obiettivi. – prosegue Gargiulo – Noi non ci arrenderemo. Difenderemo con forza e dignità ciò che rappresentiamo, pronti, se necessario, a chiamare i cittadini a una mobilitazione pubblica per difendere un bene che appartiene a tutti. Non si può cancellare la Società operaia e la sua storia. E chiunque ci provi, se ne assumerà la responsabilità davanti ai tribunali, alla città e a tutti i cittadini di Sorrento».
Lo scenario
Il provvedimento del Comune segna una svolta nella gestione dell’antica struttura, considerata patrimonio storico della città. Dalle autorità locali arriva un segnale di rispetto delle procedure formali relative all’uso di immobili pubblici e alla prevenzione di potenziali occupazioni non autorizzate. Al contempo, la Società operaia ribadisce la propria intenzione di difendere la continuità delle attività associative e la memoria storica custodita nell’edificio da oltre un secolo.

