Torre Annunziata, i bimbi dei Poverelli ricordano Matilde Sorrentino a 22 anni dall’omicidio
Ventidue anni dopo l’omicidio, Matilde Sorrentino continua a vivere nella memoria di Torre Annunziata: nei fiori piantati dai bambini, nelle parole delle istituzioni, in una ferita che il tempo non ha chiuso. A ricordarla è stata l’iniziativa “Un fiore per te”, promossa nell’asilo nido intitolato a «Mamma coraggio», la donna che alla fine degli anni Novanta denunciò senza esitazioni un giro di pedopornografia legato alla famiglia Tamarisco, trasformando il dolore in una battaglia di verità.
Quella scelta le costò la vita il 26 marzo 2004, ma non ha spento il valore del suo esempio, rimasto negli anni simbolo di resistenza civile e giustizia. Oggi, mentre l’annullamento della condanna per il presunto mandante dell’omicidio, Francesco Tamarisco, da parte della Cassazione ha riacceso l’attenzione sulla vicenda, il quartiere ha scelto di rispondere con la forza della memoria condivisa. Durante l’incontro, bambini e bambine hanno piantato fiori per coltivare gentilezza, amore e ricordo, affidando a un gesto semplice il peso di una storia che continua a interrogare la comunità.
A dare voce all’emozione è stata Mariagrazia Esposito, coordinatrice della cooperativa Raggio di Sole: «Oggi per noi è un giorno importante, l’emozione è forte. Il polo porta un nome importante, il nome di Mamma coraggio Matilde Sorrentino. Una mamma che ha avuto il coraggio di non girarsi dall’altra parte». Un messaggio che viene consegnato ai più piccoli perché possa attraversare il quartiere e raggiungere la città: «I bambini sono la nostra speranza, del presente ma soprattutto del futuro». Nel corso della mattinata è arrivato anche il ringraziamento della dirigente scolastica alle forze dell’ordine, con l’invito a continuare a garantire presenza e vicinanza: «Abbiamo bisogno di tutti voi». A commuovere è stata poi la lettera dei bambini: «Cara mamma Matilde non sei stata dimenticata».
Parole semplici, dirette, che restituiscono il senso più autentico dell’iniziativa, trasformando la memoria in un impegno quotidiano, come i fiori da curare giorno dopo giorno. Presente anche la vicesindaca Tania Sorrentino, che ha definito quei bambini «la cartolina più bella della nostra città», richiamando il silenzio di chi in passato si voltò dall’altra parte e indicando nelle nuove generazioni una risposta concreta e visibile.
Nelle stesse ore, però, è arrivata anche una notizia meno confortante: Villa Adele, il bene confiscato alla famiglia Tamarisco destinato a un progetto di riqualificazione dal valore di due milioni di euro per la realizzazione di un centro per minori, parco giochi e sede istituzionale, non rientra tra quelli finanziati dalla Regione Campania. Pur risultando tra i progetti ammissibili, si è fermata al quattordicesimo posto, fuori dalla soglia dei finanziamenti. Una battuta d’arresto che pesa sul percorso di recupero del territorio, ma che non scalfisce il significato della giornata: il nome di Matilde Sorrentino resta inciso nella memoria collettiva e continua a rappresentare una richiesta di verità e giustizia che non si è mai spenta.

