Torre del Greco, il «politico-influencer» difende la casta dei morosi e elemosina la solidarietà dei colleghi
Torre del Greco. Prima la «smentita» pubblica sulle proprie pagine social, poi il messaggio nella chat del consiglio comunale che finisce per incrinarla. È tutta qui la parabola comunicativa del «politico-influencer» Gaetano Frulio, intervenuto su Facebook per bollare come “fake news” la notizia pubblicata da Metropolis Quotidiano sui «morosi» tra gli amministratori di palazzo Baronale.
Nel suo post pubblicato su Facebook, il presidente del consiglio comunale aveva assunto una posizione netta, parlando di dovere istituzionale di fare chiarezza e respingendo al mittente le accuse, nel tentativo di ridimensionare la portata della notizia relativa alle verifiche sui tributi locali – in particolare sulla Tari – che avevano individuato quattro esponenti politici con posizioni debitorie nei confronti dell’ente di palazzo Baronale.
Una presa di posizione ufficiale, dai toni perentori, che mirava a difendere l’immagine dell’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Mennella e a disinnescare il caso politico esploso all’ombra del Vesuvio.
Ma è quanto accade subito dopo l’effimera ribalta social a cambiare il quadro. Nella chat interna del consiglio comunale, lo stesso Gaetano Frulio adotta infatti un registro completamente diverso: “Anche i consiglieri non coinvolti potrebbero pubblicarlo sulle loro pagine per solidarietà con i colleghi”, scrive, invitando esplicitamente alla condivisione del post.
Un passaggio che, più che rafforzare la smentita, la indebolisce. Il riferimento ai “non coinvolti” lascia intendere che esistano invece consiglieri direttamente interessati dalla vicenda, confermando di fatto il cuore dell’inchiesta giornalistica.
Non solo. L’invito a rilanciare il contenuto sui social appare come una richiesta di sostegno mediatico, una sorta di chiamata alle armi comunicativa che richiama più le dinamiche degli influencer che quelle di una figura istituzionale.
Un tentativo di costruire consenso e solidarietà interna, mentre sullo sfondo restano le verifiche amministrative e i possibili profili di incompatibilità. Così, tra post pubblici e messaggi privati – in attesa di nuovi video – emerge una gestione della vicenda che solleva interrogativi non solo sulla sostanza dei fatti, ma anche sul modo in cui vengono affrontati: tra smentite ufficiali e ammissioni implicite, il caso dei morosi continua ad agitare la politica locale.
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