Alleanze bipartisan a Pompei, il Pd si schiera con Alfano e «abbraccia» anche la destra
ELEZIONI AMMINISTRATIVE
27 marzo 2026
ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Alleanze bipartisan a Pompei, il Pd si schiera con Alfano e «abbraccia» anche la destra

A Pompei i dem portano il simbolo nella maggioranza insieme a esponenti di centrodestra, tra divisioni interne e una coalizione atipica. Sfida aperta con Tortora e D’Alessio.
Vincenzo Lamberti

A Pompei si disegna uno scenario politico senza precedenti, dove il Partito Democratico decide di scommettere su Salvatore Alfano come candidato sindaco, portando il simbolo del partito all’interno della coalizione di maggioranza, sostenuta anche da figure provenienti dalla destra. Un’alleanza che sfida gli scenari nazionali, creando un campo largo che va dal centrosinistra a esponenti locali legati a Fratelli d’Italia, come Raffaele Marra, fino a figure che guardano all’ascesa nazionale di Roberto Vannacci, come Giuseppe Del Regno.

Le tribolazioni dei Dem
Il Pd, tuttavia, non era unito sulla scelta. Da una parte il segretario cittadino Alfonso Coccoli sembrava orientato verso un percorso condiviso con gli iscritti che puntavano su Domenico Di Casola come candidato sindaco; dall’altra, la “vecchia guardia” del partito ha spinto per riportare il simbolo nella coalizione di maggioranza, in cui figurano espressioni storiche del centrosinistra, come il presidente del consiglio comunale Peppe La Marca, la sindaca facente funzioni Andreina Esposito, l’assessore Vincenzo Mazzetti e Gigi Lo Sapio, figlio del compianto sindaco Carmine Lo Sapio e storico dirigente dem scomparso lo scorso dicembre. Il risultato è la creazione di un campo largo e atipico, in cui Alfano diventa il punto di incontro tra mondi politici tradizionalmente separati. Una strategia che, a livello nazionale, appare come un’anomalia: il simbolo del Pd sosterrà un candidato condiviso con esponenti di centrodestra, in un equilibrio delicato tra interessi locali e dinamiche nazionali.

I candidati
Sulla sponda opposta si colloca Peppe Tortora, candidato sostenuto da numerose espressioni civiche, sia di maggioranza che di opposizione, che punta a portare nuova linfa alla città, proponendo un progetto alternativo. Non manca poi l’ex sindaco Claudio D’Alessio, che si candida come terzo polo insieme a Casa Riformista e altre forze civiche, cercando di intercettare quella parte di elettorato che non si riconosce né nel campo largo di Alfano né nelle liste civiche di Tortora. L’operazione del Pd non è priva di tensioni interne. La spinta della vecchia guardia a privilegiare la coalizione di maggioranza ha di fatto sbloccato il quadro locale, ma ha anche accentuato i contrasti con chi immaginava una scelta capace di rappresentare gli iscritti più legati alle logiche tradizionali del centrosinistra.

Gli scenari politici
In questa partita, Pompei si trova a vivere un’elezione che va oltre le logiche tradizionali: il Pd si proietta in un’esperienza politica dove alleanze locali, storie personali e strategie di coalizione si intrecciano in un quadro più ampio che guarda anche ai riflessi nazionali. La città, osservatrice attenta, sarà chiamata a valutare se il campo largo potrà essere potenziale garante di concretezza amministrativa e visione di lungo periodo, oppure se le tensioni interne e la natura trasversale della coalizione renderanno la sfida ancora più complessa.