Società cartiere per generare profitti illeciti: 25 indagati
IL PROCESSO
27 marzo 2026
IL PROCESSO

Società cartiere per generare profitti illeciti: 25 indagati

Nocera Inferiore/Sant'Egidio/Scafati. Frode milionaria su scala nazionale operata dalla "holding criminale", la mente del raggiro un imprenditore nocerino. Inchiesta da Firenze
Mario Memoli

Sant’Egidio/Nocera Inferiore/Scafati, Società cartiere per generare profitti ai danni dello Stato con milioni di euro frodati al fisco, è quanto scoperto dalla Guardia di Finanza coordinata dalla procura Antimafia di Firenze che a luglio scorso aveva individuato 25 presunti responsabili, di cui una quindicina arrestati. Dieci sono dell’agro nocerino, 4 di loro appena un mese fa avevano ottenuto un rigetto del ricorso del alla Cassazione sui beni oggetto di sequestro.  Sotto chiave erano finiti un garage e un posto auto scoperto, più conti correnti e quote societarie. Il gruppo era dedito all’acquisizione di società la cui finalità allo scopo di porre in essere indebite compensazioni di debiti tributari tramite l’utilizzo di crediti fiscali fittizi connessi ad attività inesistenti di “Ricerca e Sviluppo” formalmente rese da “cartiere” e prive di una reale struttura aziendale idonea a fornire tali servizi e a operare. All’attenzione degli investigatori sono finite condotte come l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e la monetizzazione in contanti da conti correnti esteri delle somme transate sui canali bancari per il formale pagamento.

Le indagini svolte con il coordinamento della procura fiorentina avevano permesso di ricostruire come i progetti di “Ricerca e Sviluppo”, che riguardavano l’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale, blockchain, progetti olografici, prodotti biodegrabili e biocompatibili nei processi produttivi, siano stati predisposti a tavolino e con grande cura da un tecnico nocerini e dai sui presunti complici dell’Agro. L’indagine investigativa aveva preso le mosse nel 2020 dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Firenze-Gico, con il supporto dello Scico, che aveva messo nel mirino una presunta organizzazione criminale che avrebbe operato tra Firenze, Prato e appunto l’Agro nocerino. Tra i componenti anche persone con qualifiche professionali nel settore contabile, accusati «di aver sistematicamente acquisito società con lo scopo di generare compensazioni indebite di debiti tributari sfruttando crediti fiscali fittizi, formalmente legati a inesistenti progetti di ricerca e sviluppo».

Il sistema di frode emerso dalle indagini sarebbe incentrato sull’emissione di fatture false, sul rientro in contanti di somme da conti correnti esteri e sulla costruzione ad hoc di progetti tecnologici – tra cui intelligenza artificiale, blockchain, sistemi olografici e prodotti biodegradabili e biocompatibili – tutti predisposti a tavolino. Secondo la Dda, il capo della holding, stando alla ricostruzione dei pm, sarebbe stato un imprenditore nocerino proprietario e amministratore di molteplici società, oltre che ideatore del sistema con cui creava crediti di imposta inesistenti in favore delle aziende. Dieci indagati dell’Agro nocerino, residenti tra Sant’Egidio del Monte Albino Nocera e Scafati sono finiti sul tacchino della Dda, tra cui spicca la figura  di un commercialista, incaricato di confezionare bilanci fasulli in modo da rientrare nei requisiti per ottenere agevolazioni fiscali per start-up innovative.