Carburanti, prezzi alle stelle: 2,7 euro per il diesel
I rincari
28 marzo 2026
I rincari

Carburanti, prezzi alle stelle: 2,7 euro per il diesel

A Napoli rimbalzo dei prezzi in alcuni distributori
Fabio Somma

Non è più una questione di tratte autostradali o aree di servizio isolate. Il caro-carburante sta sferzando la rete stradale ordinaria con una violenza inedita, portando i prezzi del gasolio a livelli che non si vedevano da tempo. Secondo l’ultima mappatura del Codacons, basata sui dati comunicati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) lo scorso venerdì 27 marzo, la soglia psicologica dei 2,7 euro al litro è stata ampiamente superata in diverse province italiane.

 

La geografia dei rincari

Se storicamente le autostrade detenevano il primato dei prezzi più alti, oggi i “punti neri” della convenienza si trovano nei centri urbani e nelle strade provinciali. Il record nazionale spetta alla Toscana, precisamente a Prato, dove un distributore ha toccato la cifra astronomica di 2,763 euro al litro per il gasolio e 2,420 per la benzina (modalità servito). Tra Piemonte e Lombardia non va meglio a Cuneo, con picchi di 2,749 euro/litro, e a Milano, dove il diesel vola a 2,745 euro. Rincari anche sulle isole ed al Sud dove anche le aree periferiche o ad alta densità abitativa soffrono. A Pantelleria il gasolio servito tocca i 2,667 euro, mentre a Napoli si registra un picco di 2,649 euro. In autostrada, paradossalmente, i massimi rilevati sono leggermente inferiori ai record cittadini: 2,609 euro sulla A21 (Torino-Piacenza) e 2,349 per la benzina sulla A1.

 

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Batosta per le famiglie

L’impennata dei prezzi alla pompa non rappresenta solo un costo aggiuntivo per chi deve recarsi al lavoro. Si tratta di una vera e propria “tassa occulta” che erode il potere d’acquisto degli italiani attraverso due canali principali: per una famiglia media che utilizza l’auto per gli spostamenti quotidiani (scuola, lavoro, spesa), un pieno di gasolio che sfiora i 2,7 euro al litro può significare un esborso extra che oscilla tra i 300 e i 500 euro l’anno rispetto a tariffe standard. Questo incide pesantemente sulla quota di reddito disponibile, costringendo molti nuclei a tagliare su altre spese essenziali o sul risparmio.

 

Il carrello della spesa

In Italia, circa l’85% delle merci viaggia su gomma. Quando il prezzo del gasolio sale, aumentano proporzionalmente i costi di logistica e trasporto. Questo si traduce immediatamente in un rialzo dei prezzi dei beni di prima necessità: dal latte alla frutta, fino ai prodotti confezionati. Il risultato è che anche chi non possiede un’auto subisce il peso del caro-carburante ogni volta che va alla cassa del supermercato.

 

L’allerta del Codacons

L’associazione dei consumatori lancia inoltre un monito sulla trasparenza: molti impianti non comunicano tempestivamente i listini al portale “Osservaprezzi” del Mimit. Ciò significa che la realtà sul territorio potrebbe essere ancora più critica di quanto dicano le statistiche ufficiali, con prezzi reali potenzialmente superiori a quelli mappati. Mentre il dibattito politico si concentra su possibili interventi strutturali o nuovi tagli alle accise, le famiglie italiane si trovano a gestire un’economia di guerra quotidiana, dove il tragitto casa-lavoro sta diventando un lusso che molti non possono più permettersi con serenità.