Castellammare. Inquinamento del Sarno, sequestro parziale per un'azienda chimica
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L’ombra dell’inquinamento torna a allungarsi sul bacino del Sarno e sul tessuto produttivo stabiese. Le recenti operazioni giudiziarie, che hanno portato al sequestro di diverse attività industriali accusate di sversamenti illeciti di reflui e gestione irregolare dei rifiuti, hanno riacceso il dibattito politico sulla tenuta ambientale del territorio.
L’intervento
Sulla questione è intervenuto con fermezza Alessandro Langellotti, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, che nel manifestare pieno sostegno all’operato di magistratura e forze dell’ordine, ha tracciato una linea netta tra l’attuale gestione emergenziale e la programmazione del passato.
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Il governo Conte
Il punto focale della critica di Langellotti risiede nella “memoria storica” delle politiche ambientali nazionali. Il consigliere ha ricordato l’impegno profuso durante il governo di Giuseppe Conte, quando l’allora Ministro dell’Ambiente Sergio Costa stanziò circa 500 milioni di euro destinati specificamente al disinquinamento del Sarno. «Quello era un percorso strutturale per intercettare gli scarichi abusivi — spiega Langellotti — una strategia organica che purtroppo si è interrotta con la fine anticipata di quell’esperienza di governo. Oggi paghiamo il prezzo di quell’interruzione».
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Le proposte
Secondo l’esponente pentastellato, la sola azione repressiva (sequestri e denunce a danno avvenuto) non può essere l’unica risposta dello Stato. Per Langellotti, Castellammare deve farsi promotrice di una “svolta immediata” basata su quattro pilastri fondamentali: «Sinergia con l’ARPAC, con il Rafforzamento dei controlli preventivi sul territorio; il monitoraggio costante e la vigilanza continua sulle industrie a più alto impatto ambientale; la tracciabilità totale attraverso la garanzia della filiera degli scarichi e dei rifiuti industriali; il piano comunale per il Sarno, attraverso un progetto locale specifico per la tutela del bacino idrico».
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Tutela dell’ambiente
Per il Movimento 5 Stelle, la battaglia ecologica non è un esercizio di stile, ma una necessità economica e sanitaria. L’associazione costante tra Castellammare e l’inquinamento danneggia l’immagine della città e, di conseguenza, il suo potenziale turistico e commerciale. «È il momento di scegliere con chiarezza da che parte stare», conclude Langellotti, lanciando un guanto di sfida all’amministrazione comunale affinché la tutela del territorio diventi una priorità dell’agenda politica e non resti confinata ai titoli di cronaca giudiziaria.