Castellammare. I sindacati del cantiere: «A rischio la sicurezza sul lavoro»
Le relazioni industriali all’interno dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia hanno toccato il punto di non ritorno. In una serie di durissimi comunicati diffusi tra il 26 febbraio e il 27 marzo 2026, le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) e i rappresentanti per la sicurezza (RLS) di Fim, Fiom e Uilm hanno denunciato un clima di «autoritarismo e intimidazione», proclamando lo stato di agitazione permanente.
I numeri della crisi
Al centro della disputa non ci sono solo rivendicazioni salariali, ma l’incolumità fisica dei lavoratori. I sindacati parlano di una «realtà drammatica» supportata da numeri preoccupanti: 6 infortuni in una sola settimana, di cui 4 con prognosi superiore ai quattro giorni. «Non accettiamo lezioni di verità da chi, pur di vedere un troncone in mare, chiude gli occhi davanti al sangue versato in officina», è il passaggio più duro di una nota dei rappresentanti dei lavoratori, accusando la produzione di ignorare sistematicamente le criticità segnalate dagli stessi uffici tecnici della sicurezza pur di rispettare le scadenze produttive.
Le “trappole” del cantiere
I sopralluoghi effettuati nelle ultime ore hanno portato alla luce carenze strutturali che i sindacati definiscono “allarmanti”, a cominciare dalle vie di fuga inagibili. Le planimetrie non corrisponderebbero alla realtà. Nell’officina PRF A, l’uscita di emergenza manca del maniglione antipanico, trasformando l’area in una potenziale trappola. Anche dal punto di vista delle evacuazioni ci sarebbero criticità. Viene denunciato un paradosso pericoloso: in caso di infortunio grave, lo stato dei percorsi renderebbe impossibile una barellazione standard, costringendo i soccorritori a utilizzare le gru per “sbarcare” i feriti. La viabilità compromessa è un altro degli aspetti segnalati dai sindacati. Scarti ferrosi e bombole di gas ostruirebbero sistematicamente i passaggi sicuri.
Accuse di “negazionismo”
A incendiare gli animi sarebbe stata la reazione della Direzione Aziendale, che avrebbe definito «pretestuosi e privi di fondamento» i precedenti allarmi sindacali. Una posizione che la RSU respinge con sdegno: «Dare del bugiardo a chi segnala il rischio di farsi male non è solo arroganza: è una scelta deliberata di mettere a rischio la vita delle persone». Viene inoltre segnalata una «manovra azzardata» effettuata da un responsabile che avrebbe scavalcato i protocolli di sicurezza «prendendosene la responsabilità». «La sicurezza non è una firma, è una pratica operativa inderogabile», replicano i sindacati.
Emergenza igienica
Oltre al rischio vita, i sindacati denunciano una lesione della dignità personale. Le condizioni dei servizi igienici vengono definite «disumane», con infrastrutture fatiscenti ed esalazioni insopportabili che rendono i locali inutilizzabili, configurando una vera e propria emergenza igienico sanitaria all’interno del cantiere.
Le prossime tappe
La mobilitazione non si fermerà ai cancelli. Le organizzazioni sindacali hanno annunciato il coinvolgimento immediato degli organi di vigilanza esterni, tra cui ASL e Ispettorato del Lavoro, per verificare la reale tenuta dei sistemi di sicurezza. «La sicurezza non è un costo, né una lotta di potere, ma un diritto inalienabile», conclude la nota sindacale. Il muro eretto dai lavoratori è «invalicabile». Finché non verranno ripristinate le condizioni minime di agibilità e rispetto delle norme, la pace sociale nel cantiere simbolo di Castellammare resterà solo un miraggio.

