Gragnano, dramma povertà: 272 famiglie chiedono aiuto al Comune
IL CASO
28 Marzo 2026
IL CASO

Gragnano, dramma povertà: 272 famiglie chiedono aiuto al Comune

Pubblicata la graduatoria per la consegna dei pacchi con beni primari Le consegne avverrano nell’ex carcere di via Petrolloni nel mese di aprile
Michele De Feo

A Gragnano la povertà non è un dato astratto, ma una realtà che attraversa le case e le vite di centinaia di persone. Sono 270 le famiglie che, nei giorni scorsi, hanno visto accolta la propria richiesta di sostegno alimentare nell’ambito del progetto promosso dal Banco Alimentare Campania Onlus, dal titolo “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”. Al Comune sono arrivate 272 domande in totale.

 

Le due non accolte non rispettavano i requisiti minimi per ottenere il beneficio. Un nome che suona quasi come un manifesto, ma che fotografa soprattutto un’emergenza sociale sempre più radicata. Dietro i numeri, ci sono storie di precarietà lavorativa, stipendi insufficienti, pensioni minime e nuclei familiari che faticano ad arrivare alla fine del mese. La crisi economica, stratificata negli anni e aggravata dalle tensioni più recenti, continua a colpire le fasce più fragili della popolazione.

 

E così, in una città nota per la sua tradizione e per le sue eccellenze, cresce silenziosamente il numero di chi ha bisogno di aiuto anche per i beni essenziali. Il progetto prevede la distribuzione mensile — con l’eccezione di agosto — di pacchi contenenti generi di prima necessità. Un sostegno concreto, ma anche un segnale della difficoltà diffusa che attraversa il territorio. L’amministrazione comunale ha sottolineato di aver operato nel rispetto dei criteri stabiliti dall’avviso pubblico, cercando di garantire equità nell’assegnazione di un aiuto che, per molti, rappresenta una vera ancora di salvezza. La consegna dei pacchi alimentari per il mese di aprile avverrà presso la sede dell’ex carcere di via Petrelloni, trasformato per l’occasione in punto di distribuzione.

 

Un luogo simbolico che cambia funzione: da spazio di detenzione a presidio di solidarietà. Il calendario è stato articolato su tre giornate — 8, 9 e 10 aprile — con orari differenziati per consentire a tutti i beneficiari di accedere al servizio. Per il ritiro sarà necessario presentarsi muniti di documento di riconoscimento o, in caso di delega, con la documentazione richiesta. Un’organizzazione puntuale, pensata per evitare disagi e garantire ordine, ma che non cancella il peso sociale di una misura ormai strutturale.

 

La possibilità di verificare la propria posizione tramite il numero di protocollo rappresenta un ulteriore passaggio di trasparenza amministrativa. Ma al di là delle procedure, resta il dato politico e sociale: sempre più famiglie si rivolgono alle istituzioni per ottenere aiuti alimentari. In questo scenario, iniziative come quella del Banco Alimentare diventano fondamentali, ma pongono anche interrogativi più profondi. Quanto è estesa oggi la povertà nei territori locali? E quanto ancora crescerà la domanda di sostegno nei prossimi mesi? A Gragnano, intanto, la risposta passa da quei pacchi mensili. Scatole che contengono cibo, certo, ma anche il segno tangibile di una fragilità che non può più essere ignorata.