La stazione zoologica di Portici monitorerà con mini-satelliti 20 piccole tartarughe Caretta Caretta
Portici. Al Centro Ricerche Tartarughe Marine di Portici della Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), per la prima volta in Italia,…
Una folla silenziosa, quasi trattenendo il respiro per l’emozione, ha fatto da ala stamattina sull’arenile di Maiori al ritorno in libertà di quattro tartarughe marine Caretta caretta. Tre maschi e una femmina hanno ripreso la via del mare poco dopo le 10.30, lasciandosi alle spalle i mesi di cure presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.
L’omaggio azzurro
Le storie di queste tartarughe sono accomunate da un destino che poteva essere tragico: tra gennaio e febbraio erano finite accidentalmente nelle reti da pesca. La più celebre del gruppo è senz’altro Mek, una femmina recuperata davanti alla foce del Sele, nel Golfo di Salerno. A salvarle la vita è stato il comandante di un motopesca che, invece di ignorare l’accaduto, ha prontamente allertato gli esperti del centro di recupero. Stamattina, il marinaio era lì sulla spiaggia per un ultimo saluto. È stato proprio lui a scegliere il nome: Mek, un omaggio al centrocampista del Napoli Scott McTominay. Insieme a lei, hanno riguadagnato il largo anche Oscar, Batocchio e Carmela Elsa, quest’ultima l’unica femmina del gruppo.
Maschi cercasi
Il rilascio di oggi non è stato solo un momento di festa, ma un evento di enorme valore scientifico. La presenza di ben tre esemplari maschi è stata accolta con particolare gioia dai biologi marini. Il motivo risiede in un fenomeno preoccupante legato al global warming: il sesso delle tartarughe marine è determinato dalla temperatura della sabbia durante l’incubazione delle uova. «Quando i nidi sono esposti ad alte temperature, dalle uova emergono quasi esclusivamente esemplari femmina», spiegano gli esperti della Stazione Dohrn. L’incremento costante delle temperature medie sta portando a uno sbilanciamento della popolazione. Reintrodurre maschi adulti e sani in natura è dunque vitale per garantire la riproduzione della specie e la diversità genetica nel Mediterraneo.
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Una sinergia per l’ambiente
L’operazione di rilascio è stata il frutto di una complessa collaborazione istituzionale che ha visto impegnati la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, il Comune di Maiori e la polizia locale, l’Area Marina Protetta di Punta Campanella, la Capitaneria di Porto di Salerno e Maiori, le associazioni territoriali Deep, Acarbio ed Enpa Costa d’Amalfi. Mentre le quattro tartarughe prendevano il largo scomparendo tra le onde del golfo, sulla spiaggia restava il monito dei volontari: la collaborazione tra pescatori e scienziati resta l’arma più efficace per proteggere questi antichi abitanti dei nostri mari.