Omicidio Vassallo: la Fondazione accetta il proscioglimento di Cagnazzo ma punta tutto sul processo
IL PROCESSO
28 marzo 2026
IL PROCESSO

Omicidio Vassallo: la Fondazione accetta il proscioglimento di Cagnazzo ma punta tutto sul processo

Il presidente Dario Vassallo e il vicepresidente Massimo commentano la decisione del gup di Salerno: "C'è amarezza ma rispettiamo le sentenze“
Marco Cirillo

La decisione del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Salerno, che ha scagionato il colonnello Fabio Cagnazzo e mandato a processo gli altri indagati, segna uno spartiacque psicologico e giudiziario per chi, da sedici anni, non smette di cercare giustizia.

 

La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, attraverso le parole del suo presidente Dario Vassallo, ha accolto il verdetto con un misto di rispetto istituzionale e inevitabile rammarico. Nonostante l’uscita di scena dell’ufficiale dell’Arma, che era stato indicato come figura centrale nei presunti depistaggi post-omicidio, la famiglia sottolinea come il percorso giudiziario sia ancora in piena evoluzione e lontano da una conclusione definitiva.

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Secondo Dario Vassallo, il proscioglimento del colonnello e il contestuale rinvio a giudizio di Lazzaro Cioffi, Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero, oltre al rito abbreviato per il collaboratore Romolo Ridosso, rappresentano passaggi necessari di un ingranaggio complesso. Il sentimento di amarezza non scalfisce la fiducia nella magistratura: il presidente ha ribadito che le sentenze si rispettano sempre, principio che ha guidato l’azione della fondazione fin dal tragico 5 settembre 2010.

 

Ora l’attenzione si sposta sulla lettura delle motivazioni che hanno spinto il gup a far cadere le accuse contro Cagnazzo e sull’esito del riesame, considerato un ulteriore snodo tecnico fondamentale per definire il quadro probatorio complessivo.

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La fase che sta per aprirsi con il dibattimento in aula è vista come l’occasione cruciale per far emergere nuovi elementi. Durante un processo, infatti, la dialettica tra le parti e l’esame delle prove possono rimescolare le carte e portare a galla verità sommerse per oltre un decennio. La fondazione guarda con serenità a questo prossimo passo, convinta che la strada intrapresa sia quella corretta per restituire dignità alla memoria di Angelo Vassallo.

 

La determinazione della famiglia resta intatta: l’obiettivo non è colpire singoli nomi a ogni costo, ma ricostruire fedelmente la catena di eventi che ha portato all’esecuzione di un uomo che aveva fatto del rispetto della legge la sua unica ragione di vita amministrativa.
Anche Massimo Vassallo, vicepresidente della fondazione, ha voluto sottolineare il senso delle istituzioni che anima la loro battaglia. Per lui, il rinvio a giudizio degli altri imputati non è un punto d’arrivo, ma un momento centrale per fare finalmente chiarezza e ottenere risposte attese da troppo tempo.

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La consapevolezza condivisa dai fratelli Vassallo è che la verità, pur richiedendo tempi lunghi e passaggi dolorosi, non possa essere fermata. La fondazione continuerà a presidiare ogni fase del procedimento, vigilando affinché l’attenzione non cali proprio ora che si entra nel vivo del confronto processuale, convinti che ogni udienza sarà un passo in avanti verso la giustizia per Angelo e per tutta la comunità del Cilento.