Antonelli nella storia: vince a Suzuka e si prende il Mondiale, la Ferrari sul podio con Leclerc
FORMULA UNO
29 marzo 2026
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Antonelli nella storia: vince a Suzuka e si prende il Mondiale, la Ferrari sul podio con Leclerc

Il diciannovenne bolognese della Mercedes domina in Giappone nonostante un avvio difficile e diventa il più giovane leader di sempre nella storia della Formula 1
Pasquale Santo

Il Gran Premio del Giappone 2026 segna una data storica per l’automobilismo italiano, consacrando definitivamente il talento cristallino di Andrea Kimi Antonelli. Sul leggendario tracciato di Suzuka, il diciannovenne bolognese della Mercedes ha messo a segno una vittoria magistrale, la seconda consecutiva dopo il successo in Cina, che lo proietta direttamente in cima alla classifica del Mondiale Piloti.

 

Si tratta di un’impresa che riscrive i libri dei record: a soli 19 anni, 7 mesi e 4 giorni, Antonelli diventa il più giovane leader del campionato nella storia della Formula 1, strappando il primato a Lewis Hamilton che lo deteneva dal 2007. L’Italia ritrova così un protagonista assoluto capace di dominare la scena internazionale, riportando il tricolore sul gradino più alto del podio giapponese trentaquattro anni dopo l’ultima vittoria firmata da Riccardo Patrese nel 1992.

 

La gara di Antonelli è stata un mix di nervi saldi e velocità pura, nonostante un avvio che aveva fatto tremare i tifosi. Una partenza tutt’altro che perfetta ha visto il pilota Mercedes scivolare in sesta posizione a causa di un vistoso pattinamento, lasciando via libera a Oscar Piastri e subendo il sorpasso immediato delle Ferrari e di George Russell. Tuttavia, la reazione del giovane talento non si è fatta attendere. Con una progressione implacabile, Antonelli ha ricucito il distacco dal gruppo di testa, superando in pista icone come Hamilton e Norris, oltre a un agguerrito Charles Leclerc.

 

La svolta decisiva è arrivata al giro 22, quando un violento incidente occorso a Bearman ha reso necessario l’ingresso della Safety Car. La strategia della Mercedes, unita a un pizzico di fortuna nel tempismo della neutralizzazione, ha permesso ad Antonelli di scavalcare il compagno di squadra Russell e di involarsi verso il traguardo con un distacco finale superiore ai 13 secondi.

 

Parallelamente all’ascesa di Antonelli, la Ferrari ha confermato il suo ruolo di protagonista in questo avvio di stagione, portando a casa un risultato di grande sostanza che alimenta le speranze dei tifosi di Maranello. Charles Leclerc è stato l’autore di una prestazione definita “da urlo”, riuscendo a conquistare un preziosissimo terzo posto.

 

Il monegasco ha dato prova di una difesa magistrale nelle fasi finali della corsa, resistendo con i denti ai ripetuti attacchi della Mercedes di George Russell, che si è dovuto accontentare della quarta piazza. Questo podio non è solo un trofeo da bacheca, ma la conferma che la scuderia italiana è presente nella lotta al vertice e pronta a sfruttare ogni minima sbavatura degli avversari. Anche se la vittoria manca ancora, la consistenza mostrata da Leclerc a Suzuka è il segnale di una monoposto equilibrata e capace di competere sui circuiti più tecnici del calendario.

 

L’eco dei record battuti da Antonelli risuona con forza nelle statistiche della Formula 1. Oltre alla leadership mondiale, il pilota bolognese è il primo italiano a conquistare due vittorie consecutive dai tempi di Alberto Ascari nel 1953, un paragone che da solo spiega l’entità di quanto stia accadendo in pista. Inoltre, nessun connazionale si trovava in testa alla classifica iridata al di fuori del Gran Premio d’apertura dal lontano 1985, quando fu Michele Alboreto a far sognare l’intera nazione.

 

Antonelli incarna oggi quel mix di umiltà e ambizione necessario per gestire una pressione simile; nelle dichiarazioni post-gara, il giovane ha ammesso le difficoltà incontrate in partenza e l’importanza del fattore fortuna legato alla Safety Car, ma ha anche sottolineato un passo gara “incredibile” che lascia presagire un futuro roseo.

 

Il Circus ora si prende una pausa di un mese prima di volare negli Stati Uniti per l’appuntamento di Miami. Questo intervallo permetterà ai team di affinare le vetture, ma soprattutto consentirà ad Antonelli di metabolizzare il peso di una corona iridata ancora virtuale ma estremamente significativa.

 

Mentre la McLaren di Piastri festeggia un secondo posto di spessore e la Ferrari si gode la solidità di un podio sudato, l’attenzione resta tutta sul fenomeno italiano. La sensazione è che il weekend di Suzuka non sia stato solo una gara rocambolesca, ma l’inizio di una nuova era per la velocità tricolore, con un giovane pilota che corre con la maturità di un veterano e la spensieratezza dei suoi diciannove anni.