Il consigliere regionale Pd, Zinno: “Il campo largo c’è, nei Comuni stop ai personalismi” | VIDEO
Giorgio Zinno, ex sindaco di San Giorgio a Cremano, oggi consigliere regionale del Pd con il più alto numero di preferenze, ospite di Dentro il Palazzo, il talk politico di Metropolis. Componente di ben cinque commissioni, vice presidente di quella anticamorra, affrontiamo i temi della politica regionale.
Approvato il bilancio della Regione Campania, 38,5 miliardi di euro, il governatore ha detto: ci siamo impegnati in maniera particolare sulla sanità perché è su quella che dobbiamo avere un cambio di passo.
«E’ chiaro che c’è un impegno particolare ovviamente sulla sanità, e ora con il piano di rientro, potremmo investire come già vorremmo. La necessità dei cittadini è quella di avere una sanità più vicina alle loro esigenze, tra l’altro sulle case di comunità c’è tutto il ragionamento insieme ai medici di base di creare una medicina più vicina al territorio. Questa situazione ovviamente darà anche una mano a diminuire gli accessi ai pronto soccorso, a creare una nuova idea da parte dei cittadini della sanità. Però il bilancio ha anche anche altre attività importanti: c’è stato un investimento molto forte in più sulle politiche sociali, dando un indirizzo a questo bilancio. Bene anche sui trasporti sui quali, in alcune zone della regione, c’è bisogno di nuovi investimenti, ma anche di nuovi servizi: allargare gli orari dei servizi di alcune tratte e per questo si sono investiti 24 milioni in più. Si sono recuperati anche i soldi che il governo aveva tagliato: quindi un bilancio che guarda all’ambiente, con le bonifiche in alcune zone importanti del nostro territorio, ovviamente, aprendo ai finanziamenti per farle in tutta la Regione. Senza dimenticare che si tratta di un bilancio che è stato messo a punto velocemente rispetto alle tempistiche, essendo ormai troppo lontani da quello che era il periodo di approvazione. Ma è un bilancio che dà un primo input rispetto alle volontà sulle politiche sociali, sulla sanità e ovviamente sull’ambiente e sui trasporti rispondendo alle richieste dei cittadini in campagna elettorale».
Quanto le manca essere sindaco?
«è ovvio che sono due ruoli molto diversi. Però sicuramente non mi mancano i cittadini perché continuo il mio lavoro su più territori: ovviamente abitando a San Giorgio lì è più facile avere rapporti con i cittadini. Ma ovviamente il sindaco è un ruolo che rimarrà nel mio cuore forse anche per quello, ogni tanto, quando mi chiamano Giorgio o mi chiamano sindaco mi giro con piacere. Consigliere è molto difficile che mi chiamano e devo dire che per ora finché non c’è un nuovo sindaco mi piace essere chiamato così».
Il referendum ha mostrato dei segnali importanti, soprattutto il risveglio dei giovani verso la politica è un segnale importante o un fuoco di paglia?
«Io penso che sia un segnale molto importante nei confronti del governo, nei confronti anche degli stessi cittadini che hanno trovato un motivo per andare a votare. Neanche alle regionali c’è stato quell’afflusso, neanche alle europee. C’è stato un voto importante, un ritorno al voto quindi la democrazia che vince e poi vince anche il “No” ed è ancora meglio. E’ ovvio che questo non significa che il centrosinistra o meglio il campo largo ha vinto le prossime elezioni. Anzi se noi pensiamo questo sbagliamo totalmente. C’è una volontà di democrazia, c’è una volontà di partecipazione. C’è una ricerca da parte dei giovani che va alimentata proprio per non essere un fuoco di paglia. Va alimentata con i lavori che vengono fatti all’interno dei Comuni, all’interno delle province, le città metropolitane, delle regioni, dal centro sinistra, dando l’opportunità di comprendere qual è l’alternativa a un governo come quello della Meloni, dove ogni giorno conosciamo situazioni strane».
Subito dopo il referendum c’è stata una chiamata alle armi perché il risultato dimostra che quella coalizione può vincere. Però da quello che leggiamo e vediamo in questi giorni il campo largo resta una chimera in molti comuni perché ci sono troppi particolarismi.
«Diciamo che ci sono ancora dei problemi in diversi comuni. Mi auguro che si possa completare in un tempo rapido. Però ovviamente è difficile perché comunque sui territori,negli anni, ci sono state le caratterizzazioni diverse rispetto alle amministrazioni. Pensiamo anche al rapporto con i Cinque stelle con cui oggi c’è un ottimo rapporto a livello regionale, c’è un ottimo rapporto su alcuni territori ma purtroppo ci sono vecchie ruggini che non si riescono a superare. Io reputo che la politica debba fare questo debba cercare di andare oltre gli uomini e le donne, perché oltre quelli che sono i personalismi, noi abbiamo la necessità di unire il campo largo perché insieme si può vincere. Si può anche amministrare meglio, perché ci siamo conosciuti meglio sotto l’aspetto politico. Se riusciamo a fare questo lavoro di ricucitura è fondamentale».
Le chiedo un ultimo giudizio su quello che sta accadendo al governo rispetto rispetto anche agli esiti del referendum, si aspettava questo terremoto?
«Con sincerità no. Guardate che far dimettere un ministro o un sottosegretario perché si è perso e non perché si reputa che un sottosegretario che ha rapporti imprenditoriali con persone legate alla camorra alla malavita o un ministro che implicato in più processi non possa essere al suo posto, ma soltanto per la vittoria del no, dà la cifra della idea di legalità e di politica che ha questo governo».
Alle prossime politiche lei sceglierà Schlein o Conte?
«Ovviamente Schlein, è la nostra segretaria un punto di riferimento importante. Io penso che poi i cittadini debbano scegliere. Le dico la mia idea personale: io credo non tanto nelle primarie ma nel voto dei cittadini. Quindi nel voto parlamentare il partito maggioritario dovrebbe esprimere quello che è il leader del campolargo. Ovviamente poi sarà al campo largo, scegliere quali saranno le metodiche. Come iscritti sicuramente parteciperemo a quelle che sono le decisioni che in qualche modo il campo largo metterà in campo. Ovviamente nulla contro Conte che resta un ottimo leader. Ma è chiaro che ritengo che tocchi ad Elly Schlein la possibilità di guidarci».
GUARDA IL VIDEO QUI

