Scafatese, domenica di passerella a Ischia. Savoia, vietato sbagliare con il Ragusa
Per la Scafatese è il giorno della prima uscita ufficiale con i galloni della promozione sul petto. La squadra di…
Non conosce soste, non accetta cali di tensione e non smette di riscrivere la storia. La Scafatese, già laureatasi campionessa del Girone G, onora il campionato e la propria maglia espugnando il “Mazzella” di Ischia con un secco 0-2. Gli uomini di mister Ferraro centrano così la tredicesima vittoria consecutiva, un ruolino di marcia impressionante che testimonia la fame di un gruppo che, nonostante il traguardo già raggiunto, continua a giocare con la cattiveria agonistica di chi deve ancora conquistare tutto.
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L’omaggio del “Mazzella”
La giornata inizia con un’immagine che riconcilia con i valori più alti del calcio. All’ingresso in campo, i calciatori dell’Ischia si sono schierati su due ali per il “Pasillo de Honor”, tributando il giusto omaggio ai vincitori del torneo. Un gesto di rara sportività che ha scaldato il pubblico prima che la sfida agonistica prendesse il sopravvento.Ferraro non rinuncia al suo marchio di fabbrica, il 4-3-3, affidandosi a Leonardo tra i pali e a una linea difensiva solida composta da Baldan, Altobello, Guerra e Di Santo. In mediana, la regia di Acquadro è supportata dal dinamismo di Faiello e Sicurella, mentre il peso dell’attacco è inizialmente affidato al tridente di lusso Volpicelli-Convitto-Maggio.
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Una partita di scacchi
Il primo tempo è una frazione di gioco dai ritmi intensi, dove le squadre si affrontano a viso aperto ma concedono pochissimo negli ultimi sedici metri. La Scafatese prova a pungere soprattutto con le iniziative di Volpicelli: al 13’ il suo sinistro a incrociare sfiora il legno, mentre al 42’ un altro fendente dalla trequarti sibila vicinissimo al palo, lasciando Mariani immobile. L’Ischia risponde con una punizione di Buono al 19’, bloccata senza troppi affanni da Leonardo, ma fatica a scalfire il muro gialloblù.
La mossa vincente di Ferraro
La ripresa si apre con un brivido: il neo-entrato Dambros scatta sul filo del fuorigioco e serve Maggio, che per un soffio non arriva alla deviazione vincente in spaccata. È il preludio al cambio di marcia definitivo. Al 58’, Ferraro decide di rimescolare le carte inserendo Palmieri e Molinaro. Una mossa che, ancora una volta, si rivela profetica.Al 74’, la Scafatese rompe l’equilibrio con un’azione da manuale: una transizione rapida che sposta il gioco da destra a sinistra, trovando Di Santo pronto al cross pennellato sul secondo palo. Palmieri è il più lesto di tutti, proiettandosi sulla sfera con una “puntata” da calcettista che beffa Mariani per lo 0-1.L’Ischia accusa il colpo e all’85’ capitola definitivamente. Molinaro è rapace nello scippare palla sulla trequarti avversaria; l’attaccante punta la porta, salta Mariani in uscita e deposita in rete il gol dello 0-2, mettendo in ghiaccio il risultato. Nel finale, l’Ischia ha un sussulto d’orgoglio con Consalvi sugli sviluppi di un corner, ma la palla termina fuori di un soffio, suggellando l’ennesimo “clean sheet” dei campioni.
Numeri da leggenda
Con questo successo, la Scafatese non solo ribadisce la propria egemonia sul Girone G, ma lancia un messaggio chiaro in vista dei futuri impegni: la mentalità di questa squadra non prevede deroghe. Tredici vittorie di fila non arrivano per caso; sono il frutto di una profondità di rosa che permette a Ferraro di cambiare l’attacco in corsa senza perdere qualità, anzi, trovando spesso proprio dalla panchina le chiavi per scardinare le partite più bloccate.