Il Codice Ferraro: terzo miracolo consecutivo
SERIE D
30 marzo 2026
SERIE D

Il Codice Ferraro: terzo miracolo consecutivo

L’allenatore centra il tris di promozioni che gli vale un record Dopo Giugliano e Catania arriva la Lega Pro anche a Scafati
Alfredo Izzo

Esistono piazze in cui il calcio non è solo uno sport, ma una promessa di riscatto che si tramanda di generazione in generazione. A Scafati, quella promessa aveva il sapore amaro di un’assenza lunga sedici anni, un vuoto iniziato con il fallimento del 2010 e riempito solo da campionati di transizione e speranze puntualmente deluse. Oggi, però, il cielo sopra lo stadio Giovanni Vitiello è tornato a colorarsi di un gialloblù intenso, elettrico, profondo.

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La terza promozione

La Scafatese è ufficialmente in Serie C. Un traguardo raggiunto dominando: una stagione condotta da unica squadra imbattuta in Italia dalla Serie A alla Serie D, un record che ha trasformato il campionato in una marcia trionfale senza precedenti. Dietro questo capolavoro di equilibrio e forza, c’è la firma indelebile di un uomo che sta riscrivendo le leggi della categoria: Giovanni Ferraro. Per il tecnico di Vico Equense, quello con la Scafatese è il terzo trionfo in Serie D, dopo aver riportato nel professionismo piazze come il Giugliano e il Catania. Se la vittoria è un’abitudine, per Ferraro è diventata una vera e propria missione scientifica. La carriera di Giovanni Ferraro come specialista delle promozioni inizia con il Giugliano nella stagione 2021/22, dove vince il girone G con una solidità che lascia sbalorditi gli addetti ai lavori. Quel successo gli vale la chiamata del Catania, il club risorto dalle ceneri della vecchia gloria etnea con l’obbligo categorico di vincere subito. In Sicilia, nel 2023, sotto una pressione che avrebbe schiacciato chiunque, Ferraro dimostra la sua stoffa: vince il campionato con sei giornate d’anticipo, proprio come accaduto quest’anno a Scafati.

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L’arrivo a Scafati

Il suo arrivo alla Scafatese, avvenuto a stagione in corso per sostituire Gianluca Esposito, è stato il colpo di grazia inferto a un campionato che i canarini stavano già conducendo bene, ma che con lui è diventato leggenda. Ferraro ha avuto il merito di incidere immediatamente, entrando in uno spogliatoio già forte ma bisognoso di quella serenità necessaria per gestire il peso dell’imbattibilità. Non è facile subentrare in una squadra che non perde mai: il rischio di rompere un giocattolo perfetto è altissimo. Eppure, Ferraro ha aggiunto pragmatismo e una gestione mentale che ha reso la Scafatese impermeabile alle insidie dei campi caldi di Sardegna e Lazio. La promozione in Serie C apre ora uno scenario nuovo. Il passaggio dal girone G di Serie D alla Lega Pro non è solo un salto di categoria, è un cambio di paradigma. Si entra nel mondo dei contratti, della fisicità esasperata e di piazze storiche che non perdonano nulla. Ma la Scafatese di oggi ha basi diverse rispetto al passato. La solidità economica garantita dal presidente Felice Romano e la competenza del direttore sportivo Pietro Fusco offrono a Ferraro — o a chi siederà su quella panchina — una piattaforma di lancio di prim’ordine. Le ambizioni del club non si fermano qui: si parla già di un piano biennale per puntare alla Serie B.

Per Ferraro, confermarsi nel professionismo sarebbe la definitiva consacrazione di una carriera costruita sul fango e sulla gloria dei campi di periferia. Da Vico Equense, sua città natale, passando per piazze come Casertana, Arzanese, Gragnano, Savoia, Giugliano, Catania e Sorrento, per il tecnico si tratta dell’ingresso definitivo nell’olimpo del calcio dilettantistico. Per Ferraro, poi, è anche un omaggio a un passato mai dimenticato dai tifosi canarini. Da calciatore, infatti, ha vestito la maglia della Scafatese per ben due stagioni. Il re delle promozioni ha così compiuto l’ennesimo miracolo, e ora la Serie C attende di scoprire se il tocco di Mida di Giovanni Ferraro funzionerà anche tra i grandi.