Da Domenico agli altri bimbi morti al Monaldi: pronta una richiesta da 10 milioni di risarcimento
IL BRACCIO DI FERRO
30 marzo 2026
IL BRACCIO DI FERRO

Da Domenico agli altri bimbi morti al Monaldi: pronta una richiesta da 10 milioni di risarcimento

La battaglia legale sulla morte del piccolo di due anni nell'ospedale napoletano
Andrea Ripa

Non si ferma la battaglia legale sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo deceduto lo scorso 21 febbraio presso l’Ospedale Monaldi. Dopo la prima richiesta di risarcimento da tre milioni di euro avanzata a inizio marzo, la famiglia Caliendo-Marcolino rilancia con nuove azioni legali che potrebbero portare il conto complessivo fino a circa dieci milioni di euro.A renderlo noto è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, che ha annunciato la presentazione imminente di altre tre richieste di “componimento bonario”.

 

Non si tratterebbe di casi isolati: le nuove istanze riguardano infatti la morte di altri tre bambini, tutti deceduti nella stessa struttura sanitaria e, secondo quanto sostenuto dalla difesa, accomunati da un elemento inquietante — un’infezione da batterio nosocomiale.Uno dei piccoli pazienti, riferisce il legale, era stato sottoposto a trapianto di cuore, circostanza che rende ancora più delicato il quadro clinico e che, se confermata la responsabilità sanitaria, potrebbe aggravare ulteriormente la posizione dell’ospedale.

 

Il caso sta assumendo contorni sempre più ampi e complessi, sollevando interrogativi non solo sulle singole responsabilità, ma anche sulle procedure interne e sui protocolli di sicurezza adottati nella struttura. Le infezioni ospedaliere, infatti, rappresentano un rischio noto ma teoricamente prevenibile, soprattutto in reparti ad alta specializzazione.La richiesta di “componimento bonario” indica la volontà, almeno iniziale, di evitare un lungo contenzioso giudiziario.

 

Tuttavia, l’entità delle cifre e la gravità delle accuse lasciano presagire uno scontro legale potenzialmente destinato a protrarsi nel tempo, qualora non si giunga a un accordo.Intanto, il caso continua a scuotere l’opinione pubblica a Napoli, dove cresce la richiesta di chiarezza e trasparenza su quanto accaduto.

 

Le famiglie coinvolte chiedono verità e giustizia, mentre le autorità sanitarie potrebbero essere chiamate a fare luce su eventuali criticità sistemiche.Al centro resta una domanda cruciale: si è trattato di tragiche fatalità o di errori evitabili? La risposta, ora, potrebbe arrivare dalle indagini e dai prossimi sviluppi legali.