Da Domenico agli altri bimbi morti al Monaldi: pronta una richiesta da 10 milioni di risarcimento
Non si ferma la battaglia legale sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo deceduto lo scorso 21 febbraio presso…
Si allarga il fronte dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo e sulle presunte responsabilità sanitarie legate agli interventi di cardiochirurgia pediatrica. I tre bambini per i quali è in preparazione una richiesta di risarcimento complessiva di circa 10 milioni di euro erano tutti seguiti dallo stesso medico: il cardiochirurgo Guido Oppido.
A renderlo noto è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, che sta predisponendo nuove istanze di “componimento bonario” dopo quella già avanzata per il decesso di Domenico, avvenuto il 21 febbraio presso l’Ospedale Monaldi.
Il nome del dottor Oppido è già al centro dell’indagine per il fallito trapianto di cuore eseguito sul piccolo Domenico il 23 dicembre scorso. Ora emergono altri tre casi che, secondo la ricostruzione della difesa, presenterebbero elementi comuni. “Erano tutti pazienti del cardiochirurgo”, dice il legale.
Il primo riguarda una bambina nata il 29 settembre 2020, sottoposta a trapianto di cuore il 26 agosto 2021 e deceduta il 28 marzo 2023. Un percorso clinico simile a quello di Domenico, segnato da un intervento altamente complesso e da un esito drammatico. Il secondo caso è quello di una neonata, nata il 16 dicembre 2020 e morta il 24 aprile 2021, a poco più di quattro mesi, dopo un intervento di cardiochirurgia. Infine, un terzo bambino, nato il 6 settembre 2021, deceduto il 23 agosto 2022, pochi giorni dopo essere stato trasferito in un’altra struttura ospedaliera, anche lui sottoposto a un intervento al cuore.
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Tre storie diverse ma accomunate, secondo quanto sostenuto dal legale, dalla presa in carico da parte dello stesso specialista e da esiti fatali che ora sono al vaglio degli inquirenti.
L’obiettivo della richiesta di risarcimento è duplice: da un lato ottenere giustizia per le famiglie coinvolte, dall’altro fare piena luce su eventuali responsabilità mediche e organizzative. Resta infatti da chiarire se si sia trattato di complicanze inevitabili legate alla complessità degli interventi o se vi siano stati errori, negligenze o criticità nei protocolli sanitari.
La vicenda continua a scuotere Napoli e il sistema sanitario regionale, mentre le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità. Come previsto dalla legge, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva.
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L’incontro con il Monaldi – «L’ufficio Affari Legali del Monaldi ci ha appena comunicato che è disposto a incontrarci per giungere a un accordo da proporre alla direzione generale». È quanto fa sapere l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore fallito. «Apprezziamo che il Monaldi, dopo la nostra lettera dei giorni scorsi, sia tornato repentinamente sui suoi passi e abbia accettato di incontrarci per provare a trovare una definizione stragiudiziale alla vicenda», aggiunge. «A riprova della bontà di questa difesa – sottolinea Petruzzi – si evidenzia come il Monaldi stesso abbia ringraziato per aver evidenziato conflitti di interessi all’interno del comitato di valutazione sinistri in quanto uno dei medici legali coinvolti era anche stato nominato da uno degli indagati».