Migranti. Il Tribunale di Salerno revoca il fermo della nave di Msf
La giustizia ordinaria segna un nuovo punto a favore delle organizzazioni umanitarie nel braccio di ferro normativo tra il governo italiano e le ONG impegnate nel Mediterraneo. Il Tribunale di Salerno ha annullato il terzo provvedimento di fermo amministrativo inflitto alla Geo Barents, la nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere (MSF), dichiarandolo illegittimo. Il fermo, scattato nell’agosto 2024 e già sospeso in via cautelare un mese dopo, era stato comminato sulla base del cosiddetto “Decreto Piantedosi”. Tuttavia, i giudici salernitani hanno smontato l’impianto accusatorio delle autorità italiane, ribadendo principi giuridici che potrebbero fare scuola.
La sovranità del soccorso
Due sono i pilastri su cui poggia la decisione del Tribunale. La prima è l’assenza di prove. Il tribunale ha stabilito che l’onere della prova riguardo a presunte violazioni spetta interamente alle autorità italiane. In questo caso, lo Stato non è stato in grado di fornire elementi concreti a sostegno delle accuse mosse contro l’equipaggio di MSF. La seconda è il ruolo della Libia. La sentenza chiarisce un punto cruciale della cooperazione transfrontaliera. Gli ordini della Guardia Costiera libica, che spesso impongono alle navi civili di allontanarsi dalle zone di salvataggio, non possono essere considerati come un “coordinamento da parte di autorità competenti”. Al contrario, tali ordini contrastano con il dovere internazionale di prestare assistenza a chi si trova in pericolo di vita in mare. Di conseguenza, la condotta della Geo Barents è stata definita “del tutto legittima” e pienamente conforme sia al diritto nazionale che a quello internazionale.
Le reazioni
Nonostante la vittoria legale, l’amarezza tra le fila dei soccorritori resta alta. Juan Matías Gil, capomissione di MSF per la ricerca e il soccorso, ha accolto con favore la sentenza ma ha denunciato un clima di persecuzione amministrativa: «Questa sentenza mette in luce l’ostruzionismo sistematico delle autorità italiane contro le operazioni umanitarie. Nonostante le ripetute vittorie in tribunale, continuiamo a subire vessazioni e a essere criminalizzati, mentre le persone continuano ad annegare a causa di politiche migratorie fallimentari».
Il Decreto Piantedosi
Il provvedimento annullato è solo uno dei quattro fermi che hanno colpito la Geo Barents dal gennaio 2023, data di entrata in vigore del decreto legge n. 1/2023. La norma impone restrizioni severe alle navi ONG, obbligandole a dirigersi immediatamente verso il porto assegnato (spesso molto distante) dopo ogni singolo salvataggio, vietando di fatto i soccorsi multipli. Le sanzioni previste dal decreto — che vanno da fermi amministrativi fino a 60 giorni alla possibile confisca della nave — restano al centro di un acceso dibattito giuridico e politico, con le corti italiane che, caso dopo caso, sembrano orientate a dare priorità alla salvaguardia della vita umana rispetto ai vincoli amministrativi imposti dall’esecutivo.

