Barboncini sfruttati e trafficati, a Napoli 26 cuccioli scoperti in un canile lager abusivo
TRAFFICO CUCCIOLI
31 marzo 2026
TRAFFICO CUCCIOLI

Barboncini sfruttati e trafficati, a Napoli 26 cuccioli scoperti in un canile lager abusivo

Operazioni in tutta Italia svelano un business illegale legato alla moda della razza: animali malati, allevamenti abusivi e cuccioli venduti senza controlli
metropolisweb

Barboncini rinchiusi tra escrementi e urina, cuccioli trasportati illegalmente lungo le autostrade e allevamenti abusivi pubblicizzati sui social. È questo il quadro emerso nelle ultime settimane da diverse operazioni attuate delle forze dell’ordine, che hanno portato al sequestro di oltre 300 cani in appena un mese e mezzo, con il coinvolgimento anche dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa).

 

I sequestri in tutta Italia

Le operazioni hanno interessato diverse zone d’Italia, tra cui Verona, Treviso, Napoli, Firenze e varie realtà della Toscana. Tra i casi più rilevanti, il sequestro di 18 barboncini tra Thiene e Schio, 98 barboncini e 6 molossoidi in un allevamento illegale in Toscana, altri 96 cani in una seconda operazione nella stessa regione, 20 cuccioli recuperati a Verona, 26 barboncini toy scoperti in un canile abusivo a Napoli e 20 cuccioli intercettati sull’autostrada A4 all’altezza di Treviso durante un traffico illecito.

 

Il caso più drammatico

Particolarmente grave la situazione riscontrata tra Thiene e Schio, dove i volontari si sono trovati davanti a cani stipati in una baracca, costretti a vivere tra i propri escrementi in un ambiente dall’aria irrespirabile. Le condizioni igienico-sanitarie sono state descritte come estreme, con animali affetti da dermatiti, infezioni, parassiti, denti marci e patologie mai curate. Alcune femmine presentano tumori mammari, mentre diversi maschi soffrono di testicoli ritenuti.

 

Animali da curare e riabilitare

Molti degli animali sequestrati necessiteranno di interventi chirurgici e di cure lunghe e complesse. Il loro stato è aggravato anche dal punto di vista comportamentale: molti non sono mai stati socializzati, risultano terrorizzati e incapaci di fidarsi dell’uomo. In alcuni casi, le condizioni sono talmente gravi da lasciare segni anche sui volontari intervenuti.

 

I dubbi sui controlli

La vicenda solleva interrogativi anche sul fronte dei controlli: nonostante diverse persone si fossero recate sul posto per acquistare cuccioli, sarebbe arrivata una sola segnalazione alle autorità. Secondo quanto emerso, anche un veterinario sarebbe stato più volte nella struttura senza denunciare la situazione.

 

Un business illegale milionario

Alla base del fenomeno c’è una domanda crescente di cani di razza, spesso legata a mode e comodità. I barboncini, in particolare, sono tra i più richiesti per la loro taglia e per caratteristiche considerate “pratiche”. Ma dietro questa immagine si nasconde spesso un mercato illegale che sfrutta gli animali e inganna i cittadini.Come emerso anche in sede istituzionale, il traffico illecito di cuccioli è un’attività criminale altamente redditizia: animali acquistati nei Paesi dell’Europa dell’Est per pochi euro vengono rivenduti in Italia a centinaia o migliaia di euro. I cuccioli sono spesso separati troppo presto dalle madri, trasportati senza adeguate condizioni sanitarie e privi di vaccinazioni, con gravi conseguenze per la loro salute.

 

L’appello: più consapevolezza

«I sequestri rappresentano solo la punta dell’iceberg», sottolinea Enpa, evidenziando come molti traffici restino sommersi. «Il traffico di cuccioli è un business milionario fondato sulla sofferenza animale e sull’inganno dei cittadini», afferma la presidente nazionale Carla Rocchi, che richiama la necessità di una risposta coordinata tra istituzioni e una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini.L’associazione invita a riflettere sulle scelte di adozione, sottolineando che accogliere un animale significa assumersi una responsabilità per tutta la vita. Per questo l’appello è chiaro: guardare ai rifugi e ai canili, dove molti animali – anche di razza – attendono una seconda possibilità.

 

Un cambiamento necessario

I cani sequestrati sono ora seguiti da volontari e veterinari specializzati. Per loro serviranno cure, interventi e percorsi di recupero. Ma, soprattutto, servirà un cambiamento culturale: più consapevolezza, più rispetto per il benessere animale e scelte responsabili per contrastare un fenomeno che continua a crescere.