Disastro Azzurro. L’Italia fallisce ancora, il Mondiale resta un miraggio
Il calcio italiano sprofonda nel momento più buio della sua storia secolare. Per la terza volta consecutiva, la Nazionale non parteciperà alla fase finale della Coppa del Mondo.
L’incubo, iniziato a San Siro contro la Svezia nel 2017 e proseguito a Palermo contro la Macedonia del Nord, si è materializzato nuovamente in una gelida notte a Zenica. La Bosnia ed Erzegovina vince la finale playoff ai calci di rigore, condannando l’undici di Gattuso a un’altra estate di assenza e rimpianti.
Il lampo di Kean e l’illusione azzurra
L’approccio alla gara dei ragazzi di Gattuso era stato, paradossalmente, convincente. In un clima infuocato, l’Italia era riuscita a imporre il proprio gioco sin dai primi minuti, trovando il vantaggio già al 14′.
Una splendida azione corale avviata a centrocampo ha visto Nicolò Barella inventare un filtrante millimetrico per lo scatto di Moise Kean. L’attaccante azzurro, freddo davanti al portiere avversario, non ha sbagliato, siglando la rete dell’1-0 che sembrava scacciare i fantasmi del passato.
Per gran parte della prima frazione, l’Italia ha dato l’impressione di poter gestire il match. La regia di Tonali e la grinta di Barella neutralizzavano le timide ripartenze bosniache, mentre la difesa guidata da Alessandro Bastoni non concedeva spazi.
Tuttavia, la colpa imperdonabile della Nazionale è stata quella di non aver chiuso la partita, sprecando due nitide palle gol per il raddoppio.
Il ritorno della Bosnia e il crollo fisico
Nella ripresa, lo scenario è cambiato drasticamente. Spinta dal pubblico di casa, la Bosnia ha alzato il baricentro, iniziando a mettere in difficoltà la retroguardia azzurra con lanci lunghi e una fisicità straripante.
Al 34′ del secondo tempo, il castello difensivo dell’Italia è crollato: su un cross dalla trequarti, l’attaccante Haris Tabakovic è svettato più in alto di tutti, trafiggendo l’incolpevole Gianluigi Donnarumma per l’1-1.
Il pareggio ha spento la luce negli azzurri. La stanchezza e la paura hanno preso il sopravvento, e né i tempi regolamentari né i supplementari hanno smosso il punteggio. Gattuso ha provato a rimescolare le carte inserendo forze fresche, tra cui il giovane Pio Esposito, ma la manovra è apparsa lenta e prevedibile.
La lotteria dei rigori: gli errori fatali
Si è arrivati così alla lotteria dei calci di rigore, il momento della verità che ha emesso la sentenza più crudele. Mentre i tiratori bosniaci si sono dimostrati glaciali, realizzando ogni tentativo, la pressione ha schiacciato gli italiani. Il primo errore porta la firma di Pio Esposito, il cui tiro è finito alto.
La speranza è rimasta accesa fino all’ultimo penalty, affidato a Bryan Cristante. Il centrocampista della Roma, solitamente affidabile, ha preso la traversa mettendo la parola fine alle speranze mondiali dell’Italia. Il boato dello stadio di Zenica ha sancito il fallimento azzurro: un triplo blackout mondiale che apre ufficialmente la crisi più profonda mai attraversata dalla Federazione. Da domani, il calcio italiano dovrà interrogarsi sulle proprie radici e su un futuro che, mai come oggi, appare privo di certezze.

