La tragedia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di soli due anni scomparso lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di…
L'INCHIESTA
31 marzo 2026
L'INCHIESTA
La tragedia di Domenico, al via l’interrogatorio di Oppido
Il medico del Monaldi davanti ai magistrati
Il silenzio dei corridoi del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli è rotto oggi dal viavai di legali e camici bianchi. È il giorno degli interrogatori preventivi nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni deceduto lo scorso 21 febbraio dopo un calvario iniziato con un trapianto di cuore che non ha mai dato i risultati sperati. Sotto la lente della Procura non c’è solo l’esito clinico dell’operazione, ma un’ipotesi di reato che scuote le fondamenta del sistema ospedaliero: il falso in atto pubblico.
Gli interrogatori
L’attenzione dei magistrati si è concentrata oggi sull’aula 715. La prima a essere ascoltata è stata la dottoressa Emma Bergonzoni, cardiochirurga e vice del primario Guido Oppido. È stata lei, insieme al suo superiore, a gestire le fasi cruciali del delicato intervento eseguito il 23 dicembre scorso all’ospedale Monaldi. A seguire, è previsto il confronto con il primario Guido Oppido. Il medico, apparso visibilmente teso e scortato dai suoi legali Vittorio Manes e Alfredo Sorge, ha liquidato con amarezza la pressione dei cronisti. Alla domanda su come si sentisse prima di affrontare i giudici, ha risposto con una frase che sintetizza il peso della vicenda: “Come volete che mi senta?”.
L’accusa
Il fulcro dell’inchiesta ruota attorno alla richiesta di interdizione per i medici coinvolti. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state effettuate delle modifiche postume alla cartella clinica del bambino. Gli inquirenti sospettano che i documenti siano stati manipolati per coprire eventuali errori o discrepanze procedurali emerse durante e dopo il trapianto del 23 dicembre.
Il calvario di Domenico
La vicenda ha inizio poco prima di Natale, quando Domenico viene sottoposto a un trapianto di cuore presso il centro d’eccellenza del Monaldi. Quello che doveva essere il dono della vita si è trasformato in una lotta disperata durata due mesi. Nonostante gli sforzi, il quadro clinico del piccolo è precipitato fino al decesso avvenuto a febbraio, scatenando l’immediata denuncia della famiglia e il sequestro della documentazione medica.
Gli sviluppi dell’inchiesta
L’indagine, che inizialmente mirava a accertare eventuali colpe mediche nell’esecuzione del trapianto, si è allargata in modo significativo. Gli esperti nominati dalla Procura stanno analizzando ogni battito registrato e ogni farmaco somministrato. Inoltre, attraverso verifiche informatiche si cerca di capire se e quando i file della cartella clinica digitale siano stati aperti e modificati. Gli interrogatori odierni servono proprio a valutare se sussistano i presupposti per la sospensione dall’esercizio della professione medica per gli indagati. La città e la comunità medica restano in attesa di risposte. Mentre la giustizia fa il suo corso, resta il dolore per una vita spezzata troppo presto e il dubbio atroce che, oltre alla sfortuna clinica, possa esserci stata un’ombra sulla trasparenza dei documenti ufficiali.

