#STATUS AUDIO, TECNOMANIA
31 marzo 2026

Pro X, tre driver per sfidare da outsider i big del true wireless

Un progetto fuori dagli schemi per chi mette la qualità audio al di sopra di tutto
Gennaro Annunziata

Status Audio, azienda con base a New York, opera da anni nel settore dell’audio personale con un profilo forse meno appariscente rispetto ai marchi dominanti, ma con una forte attenzione al rapporto tra progetto acustico, design e identità di prodotto. Con i modelli Between Pro e Between 3ANC, il costruttore ha cercato di ritagliarsi uno spazio ben definito, non tanto quello del brand lifestyle, quanto quello del marchio specialistico, che si rivolge a chi mette la qualità audio al di sopra di tutto.

In questo contesto, i nuovi Pro X non arrivano dal nulla, ma rappresentano il punto di maturazione più evidente di una linea che ha già costruito una solida reputazione nel segmento degli auricolari true wireless premium.

I Pro X provano a imporsi con un’idea di suono ben definita, una struttura tecnica insolita per la categoria e un’identità estetica che non passa inosservata. Ed è proprio qui che sta il loro primo merito, entrare in una fascia di prezzo affollata e competitiva con un carattere riconoscibile, da vero outsider, non da semplice alternativa.

L’impressione a prima vista è quella di un prodotto che non vuole piacere a tutti. Il design piatto e quasi rettangolare rompe con la grammatica tondeggiante di molti rivali e può sembrare poco elegante. Eppure, superato l’impatto iniziale, l’ottimo lavoro fatto su ergonomia e ingombri emerge con chiarezza.

Status parla di una riduzione del 21 per cento nelle dimensioni rispetto alla generazione precedente, un dato che trova un riscontro concreto nella sensazione di maggiore snellezza nell’orecchio. Ogni auricolare misura 20 x 26 x 23 mm e pesa 5,5 grammi, numeri che spiegano bene perché Pro X, pur restando visivamente riconoscibile, risulti meno ingombrante di quanto il disegno lasci supporre.

Il design può dividere, ma la vestibilità convince tutti. La forma piatta amplia l’area di contatto per i comandi, il corpo compatto non crea particolari punti di pressione e la tenuta all’orecchio appare solida anche nei movimenti quotidiani. È un aspetto da non sottovalutare, perché molti auricolari di buon suono falliscono nel momento in cui vengono indossati per molte ore.

Il dettaglio più riuscito, sul piano pratico, è probabilmente la combinazione tra superficie touch e pulsante fisico, una soluzione che sulla carta potrebbe sembrare ridondante, ma che nell’uso appare sensata perché permette di evitare tocchi accidentali e restituisce un controllo più consapevole.

Fra le caratteristiche utili c’è anche la presenza del sensore ottico di rilevamento in-ear, inserito in una gamma che in passato era stata criticata proprio per questa mancanza.

Presente anche la certificazione IP55, che significa resistenza a sudore, schizzi e polvere, un dettaglio importante per chi pensa di usare i Pro X non solo in viaggio o in ufficio, ma anche durante allenamenti leggeri o in contesti meno protetti.

Le colorazioni disponibili sono due e raccontano bene la doppia anima del prodotto. Black Alloy è la versione più tecnica e più coerente con il carattere quasi industriale del progetto; Moonbeam, una finitura chiara introdotta successivamente, sposta invece l’asse verso un’immagine più luminosa e sofisticata.

La custodia, pur senza ostentare soluzioni innovative, restituisce una buona sensazione di qualità: è compatta, ben costruita, con una cerniera solida e una chiusura magnetica convincente. Supporta la ricarica wireless Qi, un dettaglio che nella fascia alta non è più un lusso ma resta comunque un segnale di completezza.

La vera novità dei Pro X sta nella loro architettura acustica. In ciascun auricolare troviamo un driver dinamico da 12 mm affiancato da due armature balanced Knowles, una configurazione a tre trasduttori rara nel mondo true wireless, che qui non viene utilizzata come semplice slogan commerciale. La logica è quella di affidare al driver dinamico la parte bassa dello spettro, con più corpo e più estensione, mentre le armature bilanciate si occupano della riproduzione di medi e alti, garantendo maggiore precisione. Il risultato è un auricolare che si avvicina più al mondo degli in-ear monitor professionali che a quello dei classici auricolari consumer. Questo non implica necessariamente rigore da studio, ma riflette un’idea chiara di separazione, dettaglio e headroom.

A supportare questa ambizione ci sono anche le caratteristiche della piattaforma wireless. I Pro X gestiscono flussi fino a 24 bit/96 kHz, con bitrate in LDAC fino a 990 kbps. Numeri che chiariscono bene la vocazione del prodotto che non è un semplice auricolare da consumo veloce, ma un modello pensato per chi presta attenzione alla qualità della trasmissione e alla solidità tecnica complessiva.

Nell’ascolto questa impostazione si traduce in un suono che punta a essere ricco, autorevole e rifinito, non semplicemente “spettacolare”. La firma sonora predefinita mette in evidenza bassi presenti e ben estesi, senza quella coda gonfia che spesso trasforma il punch in confusione. I medi non sono sempre in primo piano in modo chirurgico, e proprio qui si coglie la personalità dei Pro X che non cercano l’essenzialità da monitor ma piuttosto un equilibrio più caldo e coinvolgente, con una resa vocale piena e un’estensione in alto che prova ad aprire la scena. Quando si interviene con i preset nell’app, il quadro cambia in modo percepibile. La modalità più orientata alla pulizia dell’ascolto alleggerisce il basso e lascia respirare di più il messaggio sonoro; quella più brillante spinge maggiormente sulla sensazione di chiarezza, ma può risultare affaticante negli ascolti prolungati. È proprio in questa possibilità di modulare il carattere che Pro X mostra una maturità superiore alla media, offrendo non un solo suono ma una piattaforma sonora abbastanza flessibile da adattarsi a gusti diversi senza snaturarsi.

Anche sul piano della connettività Status ha deciso di non limitarsi al minimo sindacale. I Pro X offrono Bluetooth 5.3 con supporto a SBC, AAC, LDAC e LC3, multipoint, abbinamento rapido con Android e Windows, compatibilità con LE Audio e Auracast. La scheda tecnica corrisponde a quella di un prodotto moderno già pronto, per quanto possibile, per il prossimo ciclo evolutivo del wireless.

A questo si aggiunge un’app proprietaria completa, Status Hub (per iOS e Android), con equalizzatore a otto bande, personalizzazione dei controlli touch, regolazione fine della trasparenza, funzione per ritrovare gli auricolari e gestione di vari dettagli d’uso. La modalità trasparenza propone diversi livelli di intervento, rendendo l’ascolto più modulabile a seconda del contesto. Anche il rumore del vento è preso in considerazione grazie a una modalità dedicata, ma l’attivazione di questa funzione attraverso l’app, e non direttamente dai controlli fisici, la rende meno immediata di quanto dovrebbe.

In altre parole, Pro X non vive di solo hardware, ma punta a costruire un ecosistema credibile attorno al prodotto. In questa fascia di mercato è un passaggio fondamentale, perché oggi un auricolare premium si valuta anche in base a quanto permette all’utente di intervenire sul proprio comportamento.

Dopo averle lungamente provati, possiamo dire che la cancellazione attiva del rumore è uno degli aspetti in cui i Pro X, a nostro avviso, fanno meglio. Status parla di una riduzione fino a 52 dB e, al netto di ogni prudenza verso i numeri di targa, la sensazione è che qui il salto rispetto a tanti concorrenti ci sia davvero. L’ANC appare convincente soprattutto sui rumori continui, sul fondo di un viaggio, sul ronzio costante di ambienti chiusi o mezzi di trasporto.

La modalità trasparenza risulta naturale, regolabile e realmente utile per rimanere consapevoli e connessi al mondo esterno, grazie ai quattro livelli di intensità disponibili. Non è una funzione accessoria inserita per completare la checklist ma rivela un lavoro concreto sulla gestione dell’ambiente esterno.

Il vento è invece il tallone d’Achille del sistema. In condizioni ventose, l’efficacia complessiva cala e l’esperienza può perdere rapidamente quella raffinatezza che Pro X mostra altrove. È un difetto da tenere presente, soprattutto per chi pensa di usarli spesso all’aperto, in movimento, o per attività sportive in contesti non protetti.

Sul fronte delle chiamate, i Pro X puntano sulla componente AI e sull’elaborazione della voce, con un sistema che unisce microfoni beamforming (3 per auricolare) e speech enhancement (Voiceloom) per isolare il parlato dal rumore circostante. È uno dei pilastri del progetto e, nel complesso, funziona bene. La voce resta comprensibile e l’auricolare è ideale anche per chi alterna musica, lavoro e telefonate durante la giornata. A rendere l’esperienza più naturale contribuisce anche la funzione Sidetone, che invia alle orecchie una parte della nostra stessa voce durante le chiamate, evitando quell’effetto ovattato che spesso porta a parlare troppo forte o con poca naturalezza.

Tuttavia anche in questo caso bisogna fare un distinguo. In contesti normali o moderatamente rumorosi la resa è ottima, mentre quando c’è vento la qualità cala. È un comportamento coerente con quanto osservato sull’ANC, i Pro X funzionano bene finché il rumore è gestibile e relativamente stabile, ma soffrono un po’ quando l’ambiente diventa imprevedibile e aggressivo. Non si tratta certo di una bocciatura, ma nemmeno di quel dominio assoluto che il marketing racconta.

L’autonomia è il punto in cui questo prodotto smette di apparire primo della classe. I dati ufficiali parlano di otto ore per singola carica e ventiquattro ore complessive con la custodia, durante il nostro test il comportamento è stato però meno brillante. Nel concreto, Pro X offre un’autonomia sufficiente per una giornata d’uso spezzata tra spostamenti, ascolti e chiamate, ma non restituisce quella sensazione di abbondanza che ci si aspetterebbe da un modello premium. Con ANC e codec ad alta risoluzione attivi, il margine si assottiglia sensibilmente e il prodotto diventa meno competitivo rispetto ai rivali che riescono a conciliare meglio prestazioni e durata. È uno di quei dettagli che, nella fascia alta, incidono sul giudizio finale più di quanto avverrebbe per un prodotto di prezzo inferiore.

I Pro X sono in vendita su Amazon e nel sito del produttore a 299 euro. A questo prezzo, si collocano in una fascia in cui non basta avere un’idea importante, bisogna trasformarla in un prodotto convincente sotto ogni aspetto. In tal senso gli auricolari di Status Audio riescono a ritagliarsi uno spazio credibile. Non sono i true wireless più accomodanti, né quelli più semplici da consigliare a chi cerca il massimo equilibrio possibile tra autonomia, praticità assoluta e resa in ogni contesto. Ma sono auricolari con una personalità tecnica precisa, con un suono ricco e distinto, una cancellazione del rumore più che valida, una buona qualità in chiamata e una dotazione da fascia alta che giustifica l’esborso. Il loro limite è che, in questa fascia, ogni compromesso pesa di più, dal comportamento con il vento a un’autonomia che non impressiona. Il loro pregio, però, è altrettanto chiaro, offrire un’esperienza meno standardizzata rispetto a molte alternative più celebri. In definitiva, il prezzo potrebbe apparire impegnativo, ma diventa comprensibile se guardiamo ai Pro X per quello che sono davvero, non un prodotto perfetto, ma un outsider premium pensato per chi mette la qualità d’ascolto davanti a tutto il resto.

Gennaro Annunziata