Sicurezza alimentare, il blitz dei Nas nelle mense ospedaliere: irregolare quasi una struttura su due
CONTROLLI
31 marzo 2026
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Sicurezza alimentare, il blitz dei Nas nelle mense ospedaliere: irregolare quasi una struttura su due

Gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali in oltre il 40% dei centri di ristorazione controllati, con sequestri di derrate alimentari e sanzioni per centinaia di migliaia di euro
Pasquale Santo

Un quadro allarmante che mette a nudo le fragilità della ristorazione collettiva all’interno delle strutture sanitarie italiane, dove la qualità e la sicurezza del cibo dovrebbero rappresentare una componente essenziale del percorso di cura del paziente.

 

L’ultima operazione condotta dai Carabinieri del Nas, tra il 19 febbraio e il 22 marzo 2026, ha passato al setaccio 558 mense ospedaliere distribuite su tutto il territorio nazionale, svelando uno scenario di diffusa inosservanza delle norme. I dati diffusi oggi parlano chiaro: 238 strutture sono risultate non conformi, una percentuale che sfiora il 43% del totale.

 

 

Il monitoraggio ha riguardato sia i servizi gestiti da ditte esterne in regime di appalto, sia quelli gestiti direttamente dalle amministrazioni sanitarie. Le irregolarità riscontrate spaziano dalle gravi carenze strutturali delle cucine alla presenza di parassiti e insetti negli ambienti di preparazione dei pasti, fino alla cattiva conservazione degli alimenti e alla mancata tracciabilità delle materie prime.

 

 

In diversi casi, i militari hanno rinvenuto cibi scaduti o congelati senza il rispetto delle procedure previste, destinati a essere somministrati a pazienti vulnerabili o al personale medico. Non sono mancate violazioni relative alla gestione degli allergeni, un aspetto critico per chi soffre di patologie specifiche e si affida alle diete ospedaliere per la propria riabilitazione.

 

 

L’operazione non si è limitata alla sola verifica documentale, ma è entrata nel vivo dei processi produttivi, portando alla chiusura o alla sospensione dell’attività per diverse aziende di catering laddove il rischio per la salute pubblica è apparso immediato. Le sanzioni amministrative elevate sono pesanti, segno di una tolleranza zero verso chi specula sulla qualità del servizio in contesti così delicati.

 

 

Oltre alle multe, i Nas hanno proceduto al sequestro di tonnellate di derrate alimentari non idonee al consumo. Questo ennesimo blitz solleva interrogativi profondi sui sistemi di controllo interno delle aziende sanitarie e sulla selezione delle ditte appaltatrici, spesso scelte secondo il criterio del massimo ribasso che, inevitabilmente, finisce per ricadere sulla qualità delle materie prime e sul rigore dei processi igienici.

 

 

La salute passa anche dal piatto, e quando questo principio viene meno proprio tra le corsie di un ospedale, il paradosso diventa inaccettabile. Le autorità hanno già annunciato che i controlli proseguiranno nelle prossime settimane per garantire che le prescrizioni impartite vengano rispettate e per ristabilire standard di sicurezza adeguati alla dignità dei degenti.