Torre Annunziata, furti tra le tombe: lampade votive sparite nel cimitero
Nel cimitero di Torre Annunziata il dolore si mescola alla rabbia: a pochi giorni dalla Pasqua una scia di furti ha colpito le lampade perpetue, lasciando sulle tombe segni evidenti di un gesto che i cittadini faticano anche solo a definire. Oltre alla rabbia, cresce l’indignazione dopo le numerose segnalazioni relative alla sparizione di decine di coperchi in ottone delle lampade votive, proprio mentre molte famiglie si preparavano a far visita ai propri cari in occasione delle festività pasquali.
Non è solo una questione materiale, ma qualcosa che tocca corde profonde, perché avviene in un luogo dove il rispetto dovrebbe essere assoluto e in un periodo dell’anno tradizionalmente legato al raccoglimento e alla memoria. Chi si reca tra i viali per un saluto, una preghiera o per sistemare una tomba in vista della Pasqua si è trovato davanti a scene inattese: lampade smontate, parti mancanti, segni evidenti di manomissioni. Un’immagine che lascia sgomenti e che, nel giro di poche ore, ha acceso un coro di proteste.
«Non è furto, è sacrilegio. Cosa ben diversa», racconta un cittadino, dando voce a un sentimento condiviso. C’è chi ha scoperto il danno andando a trovare la propria madre: «Anche alla sua tomba hanno preso la lampada», e chi ricorda episodi simili già accaduti in passato: «Succede spesso, a noi rubarono la plafoniera in vetro, una vergogna». Testimonianze che restituiscono il senso di impotenza di fronte a un fenomeno che sembra ripetersi nel tempo.
A essere presi di mira sono soprattutto i componenti in ottone, materiale che può essere facilmente rivenduto, ma il valore economico è solo una parte della questione. Il vero peso sta nel significato di quegli oggetti: la luce di una lampada perpetua è un segno di continuità, un gesto semplice ma carico di memoria. Vederla portata via significa assistere a una ferita simbolica, che colpisce il legame tra i vivi e chi non c’è più. E poi c’è un ulteriore problema che aggrava la situazione.
Molte delle lampade installate sulle tombe appartengono a modelli ormai fuori produzione, il che rende impossibile sostituire soltanto il pezzo mancante. I familiari, per ripristinare un minimo di decoro, saranno costretti a cambiare l’intero impianto, affrontando una spesa non prevista. Un doppio danno, quindi, che pesa sia dal punto di vista economico sia su quello emotivo. Camminando tra i viali si percepisce chiaramente il clima che si respira: non è solo fastidio, ma una vera e propria indignazione collettiva, amplificata dal fatto che tutto è accaduto a ridosso di una delle ricorrenze più sentite. Perché colpire un luogo come il cimitero significa superare un limite che, per molti, dovrebbe restare invalicabile.
E mentre le segnalazioni continuano ad aumentare, resta forte la sensazione che non si tratti di episodi isolati, ma di un fenomeno che richiede attenzione. In un luogo che dovrebbe essere custodito nel silenzio e nella dignità, ciò che resta oggi è un senso diffuso di amarezza, difficile da cancellare.

