Notte di rabbia a Via Allegri: vandalizzata la sede della FIGC dopo il ko in Bosnia
FLOP ITALIA
1 aprile 2026
FLOP ITALIA

Notte di rabbia a Via Allegri: vandalizzata la sede della FIGC dopo il ko in Bosnia

Lancio di uova e aiuole divelte a Roma
metropolisweb

Il risveglio del calcio italiano è stato brusco, segnato non solo dai cocci di una sconfitta sportiva difficile da digerire, ma anche dai segni tangibili di una contestazione che ha superato i limiti del confronto civile. Nella notte, la sede della Federcalcio a Roma, situata nella storica via Allegri, è stata oggetto di un atto vandalico che testimonia il clima di estrema tensione che circonda la Nazionale e i vertici del pallone nostrano.

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Uova e danni: il blitz notturno

Subito dopo il fischio finale della sfida che ha visto l’Italia soccombere in casa della Bosnia, un gruppo di ignoti ha raggiunto il cuore pulsante della governance calcistica italiana. Il muro d’ingresso della FIGC, a pochi passi dallo stemma federale che rappresenta la storia e i successi del nostro calcio, è stato bersagliato da un lancio fitto di uova. Le tracce del raid erano ancora visibili alle prime luci dell’alba, con i resti dei gusci e le macchie giallastre a imbrattare il marmo della facciata.Non si è trattato però solo di un gesto dimostrativo “tradizionale”. La furia dei vandali si è abbattuta anche sull’arredo urbano che circonda l’area privata degli uffici. Alcune aiuole che delimitano l’ingresso sono state divelte, con terra e piante sradicate e disperse sul marciapiede, a testimonianza di una rabbia cieca che ha cercato uno sfogo fisico contro le strutture dell’istituzione presieduta da Gabriele Gravina.

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Un clima di contestazione permanente

L’episodio di via Allegri non nasce nel vuoto. La sconfitta contro la Bosnia è stata la scintilla che ha fatto esplodere un malcontento latente, alimentato da risultati altalenanti e da una gestione federale che finisce ciclicamente nel mirino della critica. Sebbene la contestazione sui social network sia ormai una costante, il passaggio all’atto vandalico fisico segna un’escalation che preoccupa le autorità e i dirigenti, tra cui il segretario generale Marco Brunelli.Il bersaglio principale dei contestatori resta il sistema calcio nella sua interezza. Il gesto simbolico di colpire lo stemma federale indica la volontà di colpire l’identità stessa della Federazione Italiana Giuoco Calcio, accusata da una parte della tifoseria di non essere in grado di invertire la rotta dopo le recenti delusioni internazionali.

Le indagini e la sicurezza

Sul posto, nella mattinata odierna, sono intervenute le forze dell’ordine per i rilievi del caso. Al vaglio degli inquirenti ci sono le immagini delle telecamere di sorveglianza poste all’esterno della sede della FIGC e nelle vie limitrofe del quartiere Pinciano. L’obiettivo è identificare i responsabili del blitz, che avrebbero agito con il favore delle tenebre, approfittando del momento di massimo sconforto post-partita.Mentre gli operai si sono messi subito al lavoro per ripulire i muri e ripristinare il decoro delle aiuole, il dibattito si sposta ora sulla gestione dell’ordine pubblico attorno ai palazzi del potere sportivo. La sede di via Allegri è da sempre un luogo sensibile, ma raramente si era assistito a danni diretti alle strutture.Il silenzio dei verticiPer ora, dai vertici della FIGC non sono arrivate dichiarazioni ufficiali di condanna, ma filtra una forte amarezza. Il rischio è che la crisi sportiva dell’Italia guidata dal Commissario Tecnico si trasformi in una questione di ordine pubblico, allontanando ancora di più la base del tifo dalle istituzioni. Resta il fatto che, al di là dei risultati sul campo, la violenza e il vandalismo rappresentano una sconfitta ulteriore, forse più grave di quella rimediata in terra bosniaca, per tutto il movimento calcistico nazionale.