Bimbo morto senza trapianto, battaglia sulle cartelle cliniche
Si accende lo scontro legale intorno alla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, al centro della questione ci sono le cartelle della circolazione extracorporea e anestesiologica, documenti che, secondo la difesa del dottor Guido Oppido, potrebbero non rispecchiare la realtà dei fatti avvenuti in sala operatoria.
Il paradosso dei “Dati Falsi”
Secondo l’avvocato Petruzzi, la linea difensiva di Oppido creerebbe un cortocircuito procedurale. Se il GIP dovesse ritenere verosimile la ricostruzione del cardiochirurgo, che contesta la veridicità di quei documenti, ne conseguirebbe che tali cartelle contengono dati falsi.
«In questo caso — spiega Petruzzi in una nota — i documenti non dovrebbero nemmeno essere a disposizione del collegio peritale che sta analizzando i risultati dell’esame autoptico. Se un atto è ritenuto mendace, non può essere la base per una consulenza tecnica. »
La mancata Querela di Falso
Il legale della famiglia Caliendo pone inoltre un interrogativo di natura formale e sostanziale: come può la difesa contestare dati riportati in documenti ufficiali senza aver intrapreso azioni legali specifiche contro chi quei dati li ha messi per iscritto?
Le cartelle in questione portano la firma di un medico, che è coindagato con Oppido e di un tecnico e che ne il dottor Oppido né la sua vice, Emma Bergonzoni, abbiano depositato una querela di falso.
«Sarei curioso di comprendere – conclude l’avvocato – com’è possibile contestare dati firmati da colleghi senza denunciarne ufficialmente la falsità.»
Lo stato delle indagini
Mentre la battaglia legale si sposta sulla validità dei documenti, il collegio dei periti prosegue il lavoro di incrocio tra i dati clinici e le evidenze emerse dall’autopsia. Il loro compito sarà fondamentale per stabilire eventuali responsabilità professionali nella gestione del piccolo Domenico, in un caso che continua a scuotere l’opinione pubblica napoletana.

