Ribaltone in Figc. Gravina si è dimesso, elezioni il 22 giugno
Il calcio italiano vive oggi una delle sue giornate più drammatiche e spartiacque. Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni. L’annuncio è arrivato inevitabile durante il vertice con le componenti federali svoltosi nella sede storica di via Allegri a Roma. Il clima di tensione, alimentato da una crisi di risultati senza precedenti, ha portato alla fine di un’era iniziata nel 2018.
La decisione
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata qualificazione dell’Italia al prossimo Campionato del Mondo. Si tratta della terza assenza consecutiva per gli Azzurri, un dato statistico che assume i contorni di una catastrofe sportiva e culturale per un Paese che vanta quattro titoli iridati. Nonostante il trionfo agli Europei del 2021 avesse illuso l’intero movimento, il fallimento del progetto tecnico guidato da Luciano Spalletti e poi da Gennaro Gattuso la fragilità strutturale del sistema hanno convinto Gravina dell’impossibilità di proseguire il proprio mandato.
Verso il 22 giugno: le nuove elezioni
Contestualmente all’addio del numero uno della Federazione, è stata indicata la data per il nuovo corso: il 22 giugno si terranno le elezioni per eleggere il nuovo presidente federale. Saranno mesi di accese discussioni politiche tra i vertici della Lega Serie A, della Lega B, della Lega Pro e dei rappresentanti di calciatori e allenatori. L’obiettivo comune, almeno sulla carta, è quello di trovare una figura di rottura capace di avviare riforme strutturali profonde, dai vivai alla sostenibilità economica dei club.
Il Futuro e le reazioni
Le reazioni del mondo dello sport non si sono fatte attendere. Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha preso atto della decisione definendola un gesto di grande responsabilità istituzionale. Resta ora da capire chi avrà il coraggio di raccogliere un’eredità così pesante. Tra i nomi che circolano nelle ultime ore per la successione figurano profili di spicco dell’amministrazione sportiva, ma cresce la pressione dell’opinione pubblica per l’inserimento di ex campioni come Gianluigi Buffon o Paolo Maldini in ruoli decisionali di primo piano. Il calcio italiano è a un bivio: il 22 giugno sapremo se la lezione è stata finalmente appresa.

