Morto per intossicazione da botulino, gli ultimi audio di Luigi: “Per i medici non ho nulla”
LA TRAGEDIA
2 aprile 2026
LA TRAGEDIA

Morto per intossicazione da botulino, gli ultimi audio di Luigi: “Per i medici non ho nulla”

Il venditore ambulante è deceduto ad agosto scorso, si trovava a Diamante
Andrea Ripa

A otto mesi dalla morte di Luigi Di Sarno, il caso resta avvolto da interrogativi e ritardi investigativi. L’uomo, 52 anni originario di Cercola nel Vesuviano, venditore ambulante, pittore e musicista, è deceduto il 6 agosto 2025 dopo essersi sentito male mentre si trovava a Diamante, in provincia di Cosenza. Nei giorni scorsi, la famiglia ha deciso di rendere pubblici alcuni audio drammatici, registrati quando Di Nardo si trovava già al pronto soccorso. Parole che restituiscono tutta la sofferenza degli ultimi momenti: “Ti faccio sapere qualcosa domani, lasciami stare, voglio riposare…”.

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E ancora, il giorno successivo, poche ore prima della morte: “Mi hanno dimesso, per loro non ho niente”. Dalle registrazioni emerge una voce affaticata, quasi biascicata, segno evidente – secondo i familiari – di un grave stato di malessere che non sarebbe stato adeguatamente valutato. Secondo le ipotesi iniziali, il decesso potrebbe essere stato causato da una sospetta intossicazione da botulino, forse legata a un panino acquistato e consumato da un ambulante sul lungomare della cittadina calabrese. Tuttavia, a oggi, non vi sono conferme ufficiali.

 

A denunciare la lentezza delle indagini sono i legali della famiglia, Sergio Pisani, Angelo Pisani e Maria Napolano, che parlano apertamente di ritardi inaccettabili: “Dopo otto mesi non sono state ancora depositate le risultanze della consulenza autoptica disposta dagli inquirenti”. I familiari, che hanno presentato diverse istanze alla Procura di Paola, chiedono ora un’accelerazione decisiva: “Vogliamo la verità, con l’immediato deposito degli accertamenti autoptici, fondamentali per capire cosa abbia causato il decesso di Luigi”. Un caso che solleva interrogativi non solo sulle cause della morte, ma anche sulla gestione sanitaria e sui tempi della giustizia. Nel frattempo, restano le ultime parole dell’uomo, che oggi assumono il peso di un possibile allarme rimasto inascoltato.