Pasqua, caro-gasolio e meteo tagliano i consumi di pesce fino a -25%
Le tavole pasquali di quest’anno registrano una netta flessione per quanto riguarda il settore ittico. Secondo l’analisi di Confcooperative Fedagripesca, i consumi e la produzione hanno subito un crollo che raggiunge il -25%. Si tratta di un dato preoccupante e in controtendenza rispetto alla normale vivacità del periodo, che solitamente vede una crescita degli acquisti vicina al 30%.
I fattori della crisi: meteo, costi di gestione ed emergenza sanitaria
A pesare su questo scenario è una combinazione di ostacoli naturali ed economici. Da un lato, le avverse condizioni meteo hanno impedito oltre il 40% delle potenziali uscite in mare: nel periodo quaresimale le imbarcazioni hanno effettuato meno di 15 uscite, contro le solite 25-28 medie. Dall’altro, l’impennata del prezzo del gasolio, lievitato di oltre il 60% dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, ha reso i costi di gestione delle flotte quasi proibitivi.
Sul fronte delle vendite pesa anche l’allerta sanitaria legata ai casi di epatite registrati a Napoli, che ha causato una brusca frenata nel mercato dei mitili, mettendo a rischio la tradizionale zuppa di cozze del Venerdì Santo. Fedagripesca, tuttavia, rassicura: il sistema di controlli italiano è tra i più rigorosi. Per consumare in sicurezza è sufficiente verificare la tracciabilità del prodotto e, fondamentale, procedere sempre alla cottura prima del consumo.
La tradizione tiene al Centro-Sud
Nonostante le difficoltà economiche e produttive, il valore simbolico del pesce rimane saldo nel tessuto sociale italiano. L’usanza del “Venerdì di magro” continua a essere osservata dal 65% della popolazione al Centro e al Sud, con picchi di adesione che raggiungono il 70% tra i cittadini over sessanta, confermando un legame profondo con le tradizioni locali.
La scommessa sulla ristorazione e il turismo
Per risollevare i bilanci, gli operatori puntano ora tutto sul fine settimana di Pasqua e Pasquetta, facendo affidamento nei flussi turistici. Un segnale positivo arriva dal comparto della ristorazione che, a partire dal 2024, ha mostrato una ripresa vigorosa nei consumi ittici, superando stabilmente i livelli registrati nel periodo pre-pandemico.

