Truffa al distributore: carburante “corretto” con solventi e oli esausti, sequestro a Quarto
TRUFFE
2 aprile 2026
TRUFFE

Truffa al distributore: carburante “corretto” con solventi e oli esausti, sequestro a Quarto

L’operazione della Guardia di Finanza di Napoli smaschera un sistema di adulterazione pericoloso per i motori e per l’ambiente: denunciato il gestore e sigilli a 4500 litri di prodotto non a norma
Marco Cesaro

Un guadagno illecito costruito sulla salute dei motori dei cittadini e sulla violazione sistematica delle norme di sicurezza. Nel comune di Quarto, nell’hinterland napoletano, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno scoperto e sventato una sofisticata frode commerciale messa in atto dal gestore di un impianto di distribuzione di carburanti. L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di frode in commercio dopo essere stato colto a vendere benzina e gasolio “allungati” con sostanze estranee.

 

L’indagine, condotta dai finanzieri della Compagnia di Pozzuoli nell’ambito di un più ampio piano di controlli “anti-speculazione” e di monitoraggio della qualità dei prodotti energetici, ha portato al sequestro preventivo di oltre 4500 litri di idrocarburi pronti per essere immessi nel mercato. Insieme al carburante, i militari hanno apposto i sigilli a quattro pistole erogatrici collegate direttamente ai serbatoi di stoccaggio, impedendo così che la miscela tossica continuasse a essere distribuita agli ignari automobilisti della zona.

 

Il modus operandi del gestore era tanto semplice quanto lucroso: miscelare il carburante standard con sostanze di scarto o agenti chimici a basso costo, come solventi industriali e oli esausti. Questa pratica, oltre a garantire un margine di profitto illegale estremamente elevato abbattendo i costi di approvvigionamento del prodotto puro, altera profondamente la composizione chimica del combustibile, rendendolo potenzialmente devastante per i sistemi di iniezione delle vetture moderne e incrementando drasticamente le emissioni inquinanti.Il sospetto dei finanzieri ha trovato conferma tecnica grazie al supporto fondamentale del laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Napoli.

 

Le analisi scientifiche eseguite sui campioni prelevati durante l’ispezione hanno infatti rivelato anomalie inequivocabili: in particolare, il punto di infiammabilità del gasolio è risultato essere molto inferiore al limite minimo di 55 gradi stabilito dalla normativa vigente. Tale parametro non è solo un indicatore di qualità, ma un requisito di sicurezza imprescindibile; un valore così basso certifica la presenza di sostanze volatili estranee, spesso altamente infiammabili o corrosive, che declassano il prodotto a una miscela instabile e non conforme.

 

L’operazione si inserisce in un contesto di massima allerta per la tutela dei consumatori, in un periodo storico in cui il costo dei carburanti grava pesantemente sui bilanci familiari. La frode scoperta a Quarto non rappresenta solo un danno economico per la filiera legale della distribuzione, ma anche un rischio per la pubblica incolumità, data la natura imprevedibile delle reazioni dei motori alimentati con idrocarburi adulterati. Mentre le indagini proseguono per accertare la provenienza delle sostanze utilizzate per l’allungamento, la Guardia di Finanza ribadisce l’importanza del monitoraggio costante della rete di distribuzione per garantire la trasparenza dei prezzi e, soprattutto, l’integrità dei prodotti energetici venduti alla pompa.