Castellammare. Servono 800 milioni per rilanciare il cantiere
Per mettere il cantiere navale di Castellammare di Stabia al passo con gli altri stabilimenti italiani occorrono – secondo l’assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola – 800 milioni di euro. Risorse di cui non si può fare carico Palazzo Santa Lucia e nemmeno Fincantieri, che nel corso dell’ultima riunione con i sindacati ha assicurato investimenti nel sito stabiese per 34 milioni di euro, spalmati su due anni.
L’appello al Governo
Chi potrebbe mettere i soldi necessari? «Il Governo», è la risposta emersa dalla Conferenza dei Capigruppo andata in scena ieri al Comune di Castellammare di Stabia, a cui hanno partecipato oltre a Bonavitacola (in collegamento streaming) anche il presidente dell’Autorità Portuale, Eliseo Cuccaro, e soprattutto i parlamentari Annarita Patriarca (Forza Italia), Gaetano Amato (Movimento Cinque Stelle) e Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra).
Il caso politico
Non ha partecipato all’incontro – nonostante l’invito – nessuno dei parlamentari del Pd: Piero De Luca, Marco Sarracino, Roberto Speranza, Arturo Scotto e Valeria Valente. Più che scarso interesse per la vicenda del cantiere navale stabiese, potrebbe essere un segnale politico lanciato al sindaco Luigi Vicinanza dopo le polemiche dei mesi scorsi sul prosieguo dell’esperienza amministrativa. Ma tornando al tema di ieri, sono stati i parlamentari presenti – Borrelli, Amato e Patriarca – ad assumersi l’impegno di provare a fare da ponte tra la politica locale e il Governo Meloni con l’obiettivo di convocare un tavolo con Fincantieri e il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
La strategia
A dettare la trama è il sindaco Luigi Vicinanza: «Se Castellammare è strategica per la produzione delle navi militari e quindi per la Difesa della nazione in uno scenario globale particolarmente complesso come quello attuale, il Governo deve impegnarsi a valorizzare il cantiere navale». Investendo, ovvio. Un segnale il Comune stabiese prova a lanciarlo: «Fincantieri oggi garantisce almeno cinque anni di commesse e noi siamo pronti ad offrire la struttura della Caserma Cristallina come sede per ospitare i militari che dovranno lavorare a Castellammare per sovrintendere alla produzione delle nuove navi», ha detto il sindaco Luigi Vicinanza.
Le priorità
Per competere sul mercato globale e accogliere nuove commesse, il sito necessita di interventi infrastrutturali rapidi. Due le priorità emerse dal confronto. La seconda banchina sarebbe necessaria per il rilancio immediato e la gestione di più carichi di lavoro. E poi c’è il progetto storico per il ribaltamento a mare per il quale il sindaco Luigi Vicinanza ha proposto ai parlamentari una “norma speciale”. L’idea è quella di un percorso legislativo dedicato che possa semplificare le lungaggini burocratiche e accelerare gli investimenti.
La prossima tappa
La palla passa dunque ai rappresentanti alla Camera e al Senato, che dovranno trasformare l’impegno preso a Palazzo Farnese in un confronto concreto a Roma. La richiesta è chiara: Castellammare non vuole più essere solo un cantiere di eccellenza, ma un hub industriale moderno e protetto da una strategia nazionale.

