Castellammare. Tassa di soggiorno, l’assessora sotto accusa
L'INTERROGAZIONE
3 aprile 2026
L'INTERROGAZIONE

Castellammare. Tassa di soggiorno, l’assessora sotto accusa

Tre consiglieri accusano Nunzia Acanfora di scarsa trasparenza
Tiziano Valle

Trasparenza, rendicontazione e coinvolgimento degli operatori. Sono questi i pilastri su cui poggia la dura interrogazione formale presentata dai consiglieri di minoranza Antonio Alfano, Antonio Cimmino e Gisella D’Amora, che hanno acceso i riflettori sulla gestione della tassa di soggiorno da parte dell’amministrazione comunale. Secondo l’opposizione, l’attuale gestione del tributo versato dai turisti sarebbe priva di chiarezza.

 

Sos trasparenza

Nell’interrogazione, i consiglieri chiedono dati “puntuali e verificabili” sul gettito complessivo e sulla reale destinazione delle somme incassate negli ultimi anni. Il dubbio sollevato è che le risorse, per legge destinate esclusivamente al miglioramento dei servizi turistici e alla valorizzazione del patrimonio, possano essere state utilizzate in modo non coerente con la normativa o siano rimaste “congelate” come economie di bilancio senza generare benefici per la città.

 

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L’attacco all’assessora

Il cuore della protesta è l’affondo politico contro la titolare della delega al Turismo, Nunzia Acanfora. I firmatari del documento stigmatizzano quella che definiscono “inerzia e totale inconsistenza amministrativa” dell’assessore. «L’azione dell’assessore Acanfora risulta priva di visione, programmazione e capacità di rendicontazione – dichiarano Alfano, Cimmino e D’Amora –. Una delega così strategica non può essere gestita senza trasparenza e senza confronto con chi vive il settore ogni giorno».

 

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Zero confronto

Un altro punto critico sollevato riguarda il mancato coinvolgimento delle associazioni di categoria e degli operatori turistici. Secondo la minoranza, chi contribuisce materialmente al sistema economico locale è stato escluso dalla definizione delle strategie di investimento, trasformando la tassa in un mero prelievo fiscale senza ritorno concreto in termini di attrattività territoriale. «È inaccettabile che non vi sia un quadro chiaro su come ogni euro venga reinvestito», incalzano i consiglieri, sottolineando il contrasto tra i sacrifici chiesti ai visitatori e l’assenza di nuovi servizi.

 

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Il pressing sulla giunta

La minoranza non intende fare passi indietro e chiede che la questione venga discussa ufficialmente nella prima seduta utile del Question Time. L’obiettivo è costringere l’amministrazione a fornire risposte documentate, mettendo fine a quello che definiscono un clima di «silenzi e improvvisazioni». «La città ha bisogno di serietà amministrativa e di una strategia turistica credibile», concludono i rappresentanti dell’opposizione, pronti a dare battaglia in aula per ottenere la piena tracciabilità dei fondi del turismo.