La passione degli operai Trasnova, a Pomigliano i lavoratori verso il licenziamento aprono la Via Crucis
A Pomigliano d’Arco, cuore industriale della provincia di Napoli, la Via Crucis di quest’anno assume un significato che va oltre il rito religioso. Saranno i lavoratori Trasnova, colpiti da una procedura di licenziamento collettivo, ad aprire la processione cittadina: una scelta forte, simbolica, profondamente legata alla realtà sociale del territorio.
Dal 13 febbraio, infatti, su decine di addetti alla logistica impegnati negli stabilimenti Stellantis pende una lettera di licenziamento. Senza una soluzione, dal primo maggio – paradossalmente proprio nella Festa dei Lavoratori – rischiano di trovarsi senza occupazione. Un “tempo di passione” reale, che i sacerdoti delle sei parrocchie cittadine hanno deciso di rendere visibile. Questa sera, dunque, i lavoratori apriranno il corteo della Via Crucis, in un percorso che culminerà nello stadio Gobbato, a pochi passi dall’area industriale dove sorgono, oltre agli impianti Stellantis, anche quelli di Leonardo e di numerose aziende dell’indotto.
Non è un gesto isolato. Già il 5 dicembre 2024, i parroci si erano recati al presidio dei lavoratori Trasnova, portando solidarietà e un messaggio del vescovo di Nola, Francesco Marino. In quell’occasione, la mobilitazione contribuì a mantenere alta l’attenzione su una vertenza che, temporaneamente, aveva trovato respiro grazie alla proroga della commessa.Oggi, però, lo scenario si ripropone con forza. E la scelta della Chiesa locale assume un valore preciso: trasformare un rito in un momento pubblico di testimonianza, dove il dolore sociale e quello simbolico si intrecciano.
A Pomigliano, la Via Crucis non sarà solo una rievocazione della Passione. Sarà anche il racconto, concreto e attuale, di lavoratori sospesi tra speranza e incertezza.

