Napoli, il “Narco-Drone” finisce fuori rotta: hashish e crack a un passo da Poggioreale
Napoli. Un filo di nylon sottile, quasi invisibile nel buio, e un ronzio che sfida le mura del carcere più affollato d’Europa. Poteva essere l’ennesima consegna riuscita, ma questa volta il “carico aereo” destinato ai detenuti di Poggioreale è finito fuori rotta. Il pacco, contenente 3 smartphone, 200 grammi di hashish e circa 4 grammi di crack, è precipitato in strada, finendo direttamente nelle mani dei Carabinieri invece che tra quelle dei destinatari oltre il muro di cinta.
L’episodio, avvenuto nell’area del Centro Direzionale che lambisce la casa circondariale, non è un caso isolato ma il sintomo di una mutazione genetica nelle strategie della criminalità organizzata.
Una filiera tecnologica e professionale
Secondo l’analisi dell’Arma, non è più tempo di lanci rudimentali o passaggi manuali. Dietro un drone che precipita si nasconde una struttura logistica sofisticata. La Camorra ha investito in una vera e propria filiera del volo:
Velivoli modificati: Droni potenziati per aggirare le no-fly zone, volare a quote superiori alla norma e trasportare carichi pesanti.
Mimetismo operativo: Utilizzo di contenitori scuri e cavi trasparenti per rendere i sorvoli notturni invisibili ai sistemi di sorveglianza.
Logistica flessibile: Punti di decollo che cambiano continuamente, spesso dai terrazzi dei palazzi limitrofi, per evitare la localizzazione dei piloti.Il business dei “Dronisti”: guadagni fino a 10mila euro al giornoL’inchiesta, coordinata dalla DDA di Napoli, ha acceso i riflettori sulla figura del pilota specializzato.
Questi professionisti del crimine tecnologico percepiscono compensi da capogiro: se una singola operazione può fruttare tra i 700 e gli 800 euro, i piloti più esperti arrivano a guadagnare 3.000 euro a viaggio. In un’intercettazione shock, un operatore vantava addirittura incassi fino a 10.000 euro al giorno.

