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A giudizio il camionista che, a luglio di due anni fa, investì l’auto a bordo della quale viaggiavano gli avvocati Mario Valiante e sua moglie Wilma Fezza, uccidendoli. A disporre il processo a carico di un camionista 49enne nocerino è stato il gup Giovanna Pacifico del Tribunale di Salerno: ora l’uomo, davanti al giudice monocratico Bosone (seconda sezione penale), dovrà difendersi dall’accusa di omicidio stradale in dibattimento. Si parte a giugno.
La ricostruzione
Gravi le accuse mosse dalla procura salernitana nei confronti del camionista: “Impegnando la prima corsia a una velocità prossima al limite degli 80 Km/h previsto per quella categoria di veicolo, a causa di imperizia e imprudenza nella conduzione del mezzo giunto all’altezza delle auto incolonnate, non essendosi egli accorto in tempo dei veicoli formatasi alcune centinaia di metri prima dell’uscita di Eboli nonostante ne avesse ampia facoltà già da oltre 500 metri di distanza, andava a infrangersi contro i veicoli incolonnati”.
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Le vittime
Così avrebbe cagionato la morte di Mario Valiante, penalista e docente di diritto sportivo e la moglie Wilma Fezza anche lei avvocato. Entrambi erano a bordo della prima autovettura della fila, l’Audi Q3 e deceduti in conseguenza del gravissimo politrauma subito per violentissimo urto che distruggeva il veicolo accartocciandolo (tanto che i loro corpi venivano estratti dall’abitacolo solo in seguito all’intervento dei vigili del fuoco), пonché lesioni personali a conducenti e passeggeri degli altri veicoli seguenti in fila. L’incidente coinvolse sette vetture in tutto provocando il blocco totale della circolazione per ore e una mattinata d’inferno con centinaia di auto fermo sotto il sole bollente.
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Distrazione fatale
La perizia di 800 pagine aveva escluso qualunque altra causa al di fuori della distrazione. In un primo momento si era parlato anche di una concausa, ovvero l’occupazione di una corsia da parte delle vetture in coda. Concausa esclusa dai consulenti. Infatti la perizia tecnica effettuata su richiesta della Procura di Salerno che aveva indagato su quella terribile tragedia aveva stabilito che l’autista che era alla guida della cisterna, piombò sulla Audi in cui erano le due vittime, perchè non si avvide della coda di vetture ferme allo svincolo di Eboli, a causa della distrazione.
Lo svincolo pericoloso
Quel giorno, come spesso accade in estate, allo svincolo di Eboli, direzione sud, si era formata una coda di vetture dirette alla costa e verso il Cilento. Il mezzo pesante invece di rallentare, arrivò sulle auto ferme a normale velocità provocando un maxi tamponamento in cui rimasero coinvolte otto auto, tra cui proprio quella con a bordo Mario Valiante e Wilma Fezza. L’incidente provocò il blocco totale della circolazione per ore e una mattinata d’inferno con centinaia di auto fermo sotto il sole bollente.
Il processo
Parte offesa nel procedimento l’associazione Vittime della Strada, i familiari di Wilma Fezza e con loro parte civile anche le persone che se la sono cavata con delle ferite. I fratelli di Mario Valiante Gianfranco e Maurizio proseguiranno la strada del civile. Ora il dibattimento con il 49enne che rischia una dura condanna penale.