Piero De Luca: “Pnrr verso il flop, sarà un fallimento”
GOVERNO SOTTO ACCUSA
3 aprile 2026
GOVERNO SOTTO ACCUSA

Piero De Luca: “Pnrr verso il flop, sarà un fallimento”

Il segretario regionale Dem attacca la Meloni: "Il Mezzogiorno è a rischio"
Vincenzo Lamberti

“Sul Pnrr si sta consumando il più grande fallimento del governo Meloni. Questo piano è stato reso possibile grazie al lavoro del Pd e dei governi di centrosinistra, con oltre 200 miliardi ottenuti in Europa per rilanciare il Paese su infrastrutture, digitale, transizione energetica, sanità e scuola, coesione sociale e territoriale. Oggi consente all’Italia di reggere economicamente ed evitare una recessione drammatica, ma la destra sta sprecando questa occasione storica”. Il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei, ma anche segretario regionale del Pd in Campania attacca il governo di centrodestra.

Gli investimenti.

“I dati sull’attuazione disponibili – sottolinea l’esponente dem – sono preoccupanti: siamo a pochi mesi dalla scadenza e la spesa effettiva è ferma a poco meno del 55%. Restano decine di miliardi da investire e rischiano di saltare interventi strategici su ambiente, territorio, scuola, sanità e servizi. Il governo ha perso più tempo a modificare il Piano che ad attuarlo” le parole di De Luca. “Le responsabilità dei ritardi sono chiare e riguardano l’esecutivo e i ministri che si sono succeduti. Particolarmente grave la situazione nelle azioni legate al sociale e alla Sanità: l’allarme della Fondazione Gimbe parla di un vero rischio fallimento, con divari territoriali in aumento tra Nord e Sud. Significa perdere l’occasione di ridurre disuguaglianze storiche e rafforzare servizi essenziali come le cure sanitarie” ha affermato il segretario Dem della Campania. “La Sanità – conclude De Luca – è il settore in cui questo governo sta disinvestendo per fare cassa, riducendo le risorse in rapporto al Pil e non mettendo a terra quelle già disponibili nel Pnrr. Il risultato è un Paese sempre più diviso, con cittadini di serie A e di serie B a seconda del territorio in cui vivono, anche a causa dell’incapacità di attuare a pieno il Pnrr. È una responsabilità politica gravissima del governo che sta compromettendo un’opportunità unica per il futuro dell’Italia e per garantire diritti fondamentali a tutti” ha concluso.

L’autonomia differenziata.

Ma non solo sul Pnrr il Pd e soprattutto Piero De Luca ha deciso di alzare il tiro. Anche sull’autonomia differenziata è tornata la battaglia: “Il Governo continua a forzare la mano sull’autonomia differenziata” ha sostenuto De Luca jr in una nota. “La conferenza unificata ha dato parere favorevole a maggioranza alle intese preliminari sottoscritte con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Meloni e Calderoli tirano dritto rispetto all’ennesima riforma sbagliata, una riforma che divide in due l’Italia, ignorando la sentenza della Corte Costituzionale, le posizioni di tante Regioni e da ultimo il parere contrario dell’Anci. Un vero e proprio strappo istituzionale che colpisce i cittadini e mette a rischio l’unità nazionale” le parole del deputato e leader del Pd in Campania. Che annuncia: “Come Partito Democratico continueremo a fare le barricate in Parlamento e nel Paese, per difendere i diritti di tutti e la coesione sociale e territoriale dell’Italia” le sue parole.

 

L’opposizione.

“Le dichiarazioni di Piero De Luca sono, come al solito, imprecise e fuorvianti. Il Pnrr non è attribuibile a una singola forza politica, né al Partito Democratico né ai governi di centrosinistra: si tratta di uno strumento europeo nato da un lavoro condiviso a livello dell’Unione. Rivendicarlo in chiave propagandistica e alimentare allarmismi appare quindi scorretto e poco utile all’interesse nazionale. I dati, al contrario, mostrano risultati concreti: l’Italia ha già ottenuto 153,2 miliardi di euro a fronte del raggiungimento di 366 obiettivi nelle prime otto rate ed è in attesa della nona, pari a 12,8 miliardi, legata ad altri 50 obiettivi” dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Massimo Ruspandini.