Sprechi della casta a Torre del Greco, la scure di Mennella su gettoni e rimborsi
I COSTI DELLA POLITICA
3 aprile 2026
I COSTI DELLA POLITICA

Sprechi della casta a Torre del Greco, la scure di Mennella su gettoni e rimborsi

Spese-record, il sindaco ora vuole la commissione d’inchiesta. L’affondo politico dopo le denunce di Metropolis Quotidiano
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Una commissione speciale d’inchiesta per fare piena luce sugli sprechi della casta di palazzo Baronale. Dopo i ripetuti allarmi lanciati dal segretario generale Domenico Gelormini e le denunce di Metropolis Quotidiano – pronto a dimostrare, carte alla mano, come la classe politica cittadina costi la bellezza di mille euro al giorno alle casse pubbliche del Comune – il sindaco Luigi Mennella rompe gli indugi e lancia una proposta destinata a scatenare inevitabili fibrillazioni tra i consiglieri comunale di maggioranza e opposizione. Perché, archiviate le imbarazzanti difese d’ufficio promosse via social dal capo dell’assise Gaetano Frulio, il primo cittadino è intenzionato (finalmente) a fare chiarezza sul «funzionamento» delle cinque commissioni consiliari e sulle spese per i gettoni di presenza e i rimborsi ai politici.

Botta & risposta

L’affondo politico è arrivato al termine di una seduta del consiglio comunale – incentrata esclusivamente sul doppio appalto per la raccolta dei rifiuti e lo spazzamento delle strade – carica di veleni e tensioni. Davanti alla raffica di illazioni e alle malcelate accuse provenienti dai banchi dell’opposizione, il leader della coalizione a trazione Pd-M5S è sbottato in aula, evidenziando come – fino a oggi – le uniche ombre «certificate» dal segretario generale Domenico Gelormini erano relative al funzionamento delle commissioni consiliari: «Non meno di una ventina di giorni fa, Metropolis Quotidiano riportava le nuove segnalazioni contenute in una nota del segretario generale – ha tuonato Luigi Mennella – secondo cui si registrerebbe un numero spropositato di sedute deserte, tutte in orari effettivamente insoliti per la convocazione di una riunione politica. Eppure, a dispetto delle ripetute segnalazioni, nulla è cambiato. E’ questa la vera anomalia su cui sarebbe necessario istituire una commissione speciale d’inchiesta». Un guanto di sfida immediatamente raccolto dal soldato Luigi Caldarola, pronto a ricordare come il primo beneficiario dei rimborsi (legittimamente) riconosciuti ai politici-lavoratori fosse stato proprio Luigi Mennella nel lontano 1996.

Il «bonus-Frulio»

A provare a stemperare i toni di una disputa già capace di fare impallidire diversi esponenti di maggioranza e opposizione è stato il capo dell’assise Gaetano Frulio. Il politico-influencer ha invitato Felice Gaglione – presidente della commissione affari generali – a portare avanti il discorso relativo alle modifiche del regolamento comunale, magari a partire proprio dal «bonus-Frulio» introdotto nel 2019 per consentire la cumulabilità quotidiana dei gettoni di presenza, in modo da arrivare con una proposta concreta e definitiva alla prossima seduta del parlamentino di palazzo Baronale.

La resa dei conti

Un invito in parte caduto nel vuoto – il plenipotenziario del welfare non è sembrato entusiasta, per usare un eufemismo, dell’ipotesi di rivedere l’attuale «funzionamento» delle commissioni consiliari – e in parte inutile a convincere il sindaco a fare un passo indietro. «Personalmente, non ho nulla da nascondere né da temere – ha chiosato il sindaco Luigi Mennella – Quindi, mi aspetto per la prossima seduta del consiglio comunale la proposta di istituzione della commissione speciale d’inchiesta». Non la migliore sorpresa possibile dall’uovo di Pasqua per la casta di palazzo Baronale.

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