Sprechi della casta a Torre del Greco, la scure di Mennella su gettoni e rimborsi
Torre del Greco. Una commissione speciale d’inchiesta per fare piena luce sugli sprechi della casta di palazzo Baronale. Dopo i ripetuti allarmi lanciati dal segretario generale Domenico Gelormini e le denunce di Metropolis Quotidiano – pronto a dimostrare, carte alla mano, come la classe politica cittadina costi la bellezza di mille euro al giorno alle casse pubbliche del Comune – il sindaco Luigi Mennella rompe gli indugi e lancia una proposta destinata a scatenare inevitabili fibrillazioni tra i consiglieri comunale di maggioranza e opposizione. Perché, archiviate le imbarazzanti difese d’ufficio promosse via social dal capo dell’assise Gaetano Frulio, il primo cittadino è intenzionato (finalmente) a fare chiarezza sul «funzionamento» delle cinque commissioni consiliari e sulle spese per i gettoni di presenza e i rimborsi ai politici.
Botta & risposta
L’affondo politico è arrivato al termine di una seduta del consiglio comunale – incentrata esclusivamente sul doppio appalto per la raccolta dei rifiuti e lo spazzamento delle strade – carica di veleni e tensioni. Davanti alla raffica di illazioni e alle malcelate accuse provenienti dai banchi dell’opposizione, il leader della coalizione a trazione Pd-M5S è sbottato in aula, evidenziando come – fino a oggi – le uniche ombre «certificate» dal segretario generale Domenico Gelormini erano relative al funzionamento delle commissioni consiliari: «Non meno di una ventina di giorni fa, Metropolis Quotidiano riportava le nuove segnalazioni contenute in una nota del segretario generale – ha tuonato Luigi Mennella – secondo cui si registrerebbe un numero spropositato di sedute deserte, tutte in orari effettivamente insoliti per la convocazione di una riunione politica. Eppure, a dispetto delle ripetute segnalazioni, nulla è cambiato. E’ questa la vera anomalia su cui sarebbe necessario istituire una commissione speciale d’inchiesta». Un guanto di sfida immediatamente raccolto dal soldato Luigi Caldarola, pronto a ricordare come il primo beneficiario dei rimborsi (legittimamente) riconosciuti ai politici-lavoratori fosse stato proprio Luigi Mennella nel lontano 1996.
Il «bonus-Frulio»
A provare a stemperare i toni di una disputa già capace di fare impallidire diversi esponenti di maggioranza e opposizione è stato il capo dell’assise Gaetano Frulio. Il politico-influencer ha invitato Felice Gaglione – presidente della commissione affari generali – a portare avanti il discorso relativo alle modifiche del regolamento comunale, magari a partire proprio dal «bonus-Frulio» introdotto nel 2019 per consentire la cumulabilità quotidiana dei gettoni di presenza, in modo da arrivare con una proposta concreta e definitiva alla prossima seduta del parlamentino di palazzo Baronale.
La resa dei conti
Un invito in parte caduto nel vuoto – il plenipotenziario del welfare non è sembrato entusiasta, per usare un eufemismo, dell’ipotesi di rivedere l’attuale «funzionamento» delle commissioni consiliari – e in parte inutile a convincere il sindaco a fare un passo indietro. «Personalmente, non ho nulla da nascondere né da temere – ha chiosato il sindaco Luigi Mennella – Quindi, mi aspetto per la prossima seduta del consiglio comunale la proposta di istituzione della commissione speciale d’inchiesta». Non la migliore sorpresa possibile dall’uovo di Pasqua per la casta di palazzo Baronale.
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