Elezioni in bilico a Sorrento, l’urlo di Pinto: «La città non è malaffare e illegalità»
Un clima sospeso tra attese e timori accompagna Sorrento verso una scadenza elettorale che oggi appare tutt’altro che certa. A poco più di un mese dal voto, il futuro amministrativo della città si intreccia con gli sviluppi istituzionali in corso, mentre cresce la possibilità di uno slittamento delle elezioni. Uno scenario che preoccupa il candidato sindaco Ferdinando Pinto, che sceglie di parlare apertamente alla città: «In queste ore continuano a rincorrersi notizie su un possibile scioglimento del Comune di Sorrento prima del voto. Voci che stanno generando inevitabilmente molta preoccupazione». Parole che fotografano uno stato d’animo diffuso, ma che diventano anche una presa di posizione netta: «Da cittadino e da sindaco di una città che, quando ho amministrato, si è sempre distinta sul fronte dell’onestà, non posso accettare che un’intera comunità venga lasciata nell’incertezza, senza nessuno che le parli e che coraggiosamente la difenda».
L’urlo del candidato sindaco
Pinto si sofferma sull’identità stessa della città: «Sorrento non è, come qualcuno vorrebbe rappresentarla, malaffare e illegalità e non merita di essere trascinata nel fango». Un’affermazione che si accompagna a un richiamo alla parte sana della comunità: «Esiste una maggioranza silenziosa di lavoratori e lavoratrici, di imprenditori e imprenditrici, di famiglie che ogni giorno tengono in piedi questa città con il proprio impegno e la propria dignità».
Ispezione in corso
Ma mentre il dibattito politico si accende, il quadro istituzionale resta in evoluzione. Il lavoro della commissione d’accesso nominata dalla Prefettura di Napoli prosegue attraverso approfondimenti su atti, procedure e contesto amministrativo. Insediata il 6 marzo, è composta dal viceprefetto Vincenzo Chietti, dal capitano della Guardia di Finanza Francesco Tartaglione, dal luogotenente dei Carabinieri Giuseppe Donno e dall’ispettore di polizia Carmine Mascolo. Le verifiche si intrecciano con le indagini giudiziarie in corso tra Napoli e Torre Annunziata, unitamente alle vicende del cosiddetto Sistema Sorrento, emerso anche dopo l’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola.
Le indagini
Tra gli aspetti principali figurano l’analisi degli atti amministrativi, gli appalti e la gestione urbanistica, con particolare attenzione agli abusi edilizi. Nel mezzo di questo scenario si inseriscono anche approfondimenti su presunte pressioni e interferenze nell’attività amministrativa. Elementi che alimentano un quadro complesso e che potrebbero portare, se confermati, allo scioglimento dell’ente per infiltrazioni camorristiche, con la conseguente proroga della gestione commissariale fino a 18 mesi e il rinvio delle elezioni. Pinto guarda anche a questa eventualità: «Dopo quasi un anno di gestione commissariale, è doloroso dover pensare che non sarebbero stati risolti i condizionamenti esterni. Sarebbe una sconfitta per tutti». E rilancia sul futuro: «Noi restiamo qui e andiamo avanti. Continueremo a lavorare per rimettere in piedi Sorrento e restituirle ciò che merita».

