Gli “invincibili” del Centro Antico vincono il campionato giovanissimi
Nel cuore di Castellammare di Stabia, tra vicoli stretti e storie che si intrecciano ogni giorno, è nata una delle pagine più sorprendenti del calcio giovanile campano. Non arriva da un centro sportivo all’avanguardia né da una scuola calcio blasonata, ma da un oratorio. E proprio da lì, contro ogni logica e previsione, una squadra di ragazzi ha riscritto il finale del campionato Giovanissimi Provinciale.
Ragazzi oltre le etichette
Sono i ragazzi dell’oratorio del centro antico. Giovani spesso abituati a partire indietro, non solo in classifica. Alcuni non hanno mai avuto la possibilità di iscriversi a una scuola calcio, altri sono stati scartati troppo presto, giudicati non pronti. Eppure, proprio loro hanno costruito qualcosa che va oltre il risultato sportivo.
Dall’anonimato al sogno
A inizio stagione, nessuno li immaginava in corsa per il titolo. Erano un gruppo che viveva il calcio come puro divertimento, senza pressioni e senza aspettative. Poi qualcosa è cambiato. Allenamento dopo allenamento, sacrificio dopo sacrificio, è nata una’identità nuova. Il gruppo si è compattato, i singoli sono cresciuti, la mentalità si è trasformata. E il campo ha iniziato a raccontare una storia diversa.
I numeri di un’impresa
Vittoria dopo vittoria, fino a un dominio netto certificato anche dai numeri: 48 punti, 15 vittorie su 18 partite, miglior attacco e miglior difesa. Numeri che raccontano una stagione straordinaria, ma solo in parte spiegano la portata di questo successo.
La voce dell’allenatore
“È la squadra dell’oratorio del centro antico, ragazzi con situazioni particolari che hanno vinto il campionato contro società e scuole calcio molto più organizzate ed attrezzate”, sottolinea l’allenatore Giovanni Izzo. “Una squadra fatta di ragazzi che o non hanno la possibilità di iscriversi nelle scuole calcio o sono stati scartati perché ritenuti meno pronti. A inizio stagione non era nemmeno immaginabile lottare per il campionato: erano ragazzi abituati a perdere, che vivevano il calcio solo come divertimento al di là del risultato”. Il percorso, però, è stato chiaro: “Attraverso il lavoro fatto in maniera seria, attraverso il sacrificio, la squadra è migliorata giorno dopo giorno formando un gruppo competitivo e unito fino ad arrivare alla vittoria”.
Un miracolo costruito con poco
Dietro questo trionfo c’è anche una realtà fatta di sacrifici concreti. “Pulmini ne abbiamo due, attrezzature poche, fino all’anno scorso zero. Quello che abbiamo è frutto di sacrifici e sponsorizzazioni, perché ai ragazzi non chiediamo costi di iscrizione, né rette mensili, né soldi per i kit, che vengono distribuiti gratuitamente”, racconta ancora Izzo.
Il sogno continua
Ora, però, il viaggio non si ferma. Dall’8 al 10 maggio, ad Agropoli, questi ragazzi giocheranno le finali per il titolo regionale. Sarà un’altra sfida contro realtà più strutturate, ma ormai nessuno osa più sottovalutarli. Perché questa non è solo una squadra. È una comunità, un riscatto, una dimostrazione concreta che il talento può crescere ovunque, anche lontano dai riflettori. E che, a volte, le storie più belle nascono proprio dove nessuno sta guardando.

